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La sindrome dello spogliatoio

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Sanihelp.it – «Assistiamo a un vero e proprio boom di richieste di interventi maschili. Per l'allungamento o soprattutto per l'ingrossamento dell'organo sessuale, o per entrambi contemporaneamente: la domanda cresce al ritmo del 20-25% all'anno» a rivelarlo è il dottor Alessandro Littara, fondatore e responsabile del Centro di medicina sessuale di Milano.
 
Ne abbiamo parlato altre volte: per qualcuno le dimensioni contano eccome, ma la molla che fa scattare il desiderio di un restyling intimo non sarebbe tanto la voglia di stupire e soddisfare la partner, ma piuttosto, almeno nella maggior parte dei casi, quella di non sfigurare di fronte agli altri uomini, insomma la cosiddetta sindrome dello spogliatoio. «Non esistono significative differenze legate alla provenienza geografica del paziente, e neppure associate al grado scolarità: i livelli sono molto vari» spiega l’esperto. «Nella maggior parte dei casi si tratta di persone sposate o con una reazione stabile, con l'esigenza di brillare nel gruppo dei pari».Una vera manna per i sex designer (perché adesso va di moda chiamare così i chirurghi che si occupano dei ritocchini là dove non batte il sole), considerato che per un intervento arrivano a chiedere dai 3 ai 7 mila euro: il prezzo degli interventi incide sull’età media dei pazienti, 30-50 anni, non perché fra gli uomini più giovani non ci sia un disagio legato alle dimensioni sessuali, ma fondamentalmente perché per affrontare l'operazione si aspetta in genere un'indipendenza economica che arriva solo più tardi.
 
Ma in molti casi «alla richiesta non corrisponde un'oggettiva esigenza sul piano fisico ed è indispensabile verificare la reale motivazione del paziente» conclude Littara. «Il consulto psicologico è fondamentale: se una persona vive un profondo disagio generalizzato, l'intervento è sconsigliato».

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