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Preservativo: quanto e come lo usano gli italiani

Sanihelp.it -Lo scorso anno, un sondaggio dell’OMS aveva lanciato un segnale di allarme evidenziando come l’uso del preservativo tra gli adolescenti sessualmente attivi fosse diminuito significativamente, portando a tassi preoccupanti la percentuale di rapporti non protetti e a un aumento del rischio di infezioni sessualmente trasmissibili. In seguito a questi risultati allarmanti, Lelo, azienda svedese nel settore del benessere sessuale, ha commissionato una propria indagine sull’uso del preservativo tra diverse fasce di età condotta da Censuswide nel luglio 2025, coinvolgendo 6003 intervistati in Regno Unito, USA, Francia, Italia, Spagna e Svezia.


Nel nostro Paese, i presupposti sono positivi: mentre negli altri paesi in cui si è svolta la ricerca le persone che utilizzano sempre il preservativo sono il 30% (il 17% quasi sempre), in Italia le percentuali sono più incoraggianti: il 37,6% dichiara di usarlo sempre e il 18,50% quasi sempre.

Negli ultimi 5 anni l’utilizzo è aumentato per il 24% degli intervistati, mentre è diminuito per il 16%, lasciando quindi un saldo positivo. In particolare, è la generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) a guidare l’aumento dell’utilizzo con il 41% (solo il 9% dichiara di usarlo di meno), segue la generazione Y (nati tra il 1981 e il 1996) con il 27% (15% lo utilizza di meno) e la generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) con un saldo negativo: solo il 16% dichiara di aver aumentato l’utilizzo del preservativo, contro il quasi 19% che dichiara di averlo usato meno.

In generale, il sentimento nei confronti dell’uso del preservativo è positivo: più del 66% degli italiani intervistati dichiara che la richiesta del partner di utilizzarlo le rende felici ed è un segno di cura nei loro confronti. Il 17% invece pensa che la richiesta dipenda da una mancanza di fiducia sui propri o altrui trascorsi sessuali.

La motivazione predominante per l’utilizzo del preservativo è la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. La generazione X è particolarmente sensibile verso questo tema (52% delle persone intervistate), probabilmente perché è stata quella più esposta alla campagna d’informazione su HIV e AIDS tra gli anni Ottanta e Novanta. La generazione Y si attesta sul 43%, mentre i giovanissimi della Gen Z sul 51%.

La seconda motivazione è la prevenzione delle gravidanze indesiderate, come dichiarano il 28% degli intervistati della generazione Z, il 37% della generazione Y e il 27% generazione X.

Il 64,5% degli intervistati italiani sono concordi nel riconoscere che la cultura dell’uso o meno del preservativo venga influenzata da fattori socioeconomici. Si fa anche piuttosto fatica a parlarne in famiglia: la generazione Z prova disagio nel 45% dei casi, la generazione Y nel 38%. Solo la generazione X si sente più a suo agio a parlare di preservativi in famiglia (52%). Più facile invece parlarne con amici (67% degli intervistati si dichiara a proprio agio nel farlo) e con il partner (81%).


Anche la percezione del piacere e la sensorialità giocano infine un ruolo chiave. Il 40% delle persone intervistate afferma infatti che le sensazioni durante i rapporti sono migliori senza il preservativo.

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FonteLelo

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