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Mettere a dieta l’infiammazione e curare l’intestino

Sanihelp.it – L’angiogenesi è una componente delle malattie infiammatorie croniche intestinali: maggiore è il numero dei vasi, maggiore è la quantità di cibo fornita ai leucociti (i globuli bianchi) che sono la causa dell’infiammazione. Bloccare la nascita di nuovi vasi sanguigni, intuizione alla base dei celebri studi sull’angiogenesi in campo oncologico, significa bloccare l’infiammazione e curare patologie come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa.

Lungo questa linea sono andate due ricerche pubblicate sulle riviste Gastroenterology e GUT e realizzate da un team di ricercatori dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) in collaborazione con il prof. Claudio Fiocchi della Cleveland Clinic.

Fino ad oggi l’angiogenesi è stata studiata come processo chiave per la lotta ai tumori (all’aumento dei vasi sanguigni corrisponde un aumento di sostanze nutritizie al cancro). Limitare o bloccare l’angiogenesi significa infatti bloccare il nutriente del tumore. Lo stesso principio è stato applicato per l’infiammazione alle articolazioni ed oggi si dimostra valido, come si spiega nelle due pubblicazioni italo-americane anche per l’infiammazione intestinale.

La scoperta segna un importante passo avanti nella cura della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa (IBD, inflamatory bowel disease), malattie che si manifestano in modo diverso da paziente a paziente a livello di sintomi, decorso clinico ed impatto sulla qualità della vita.

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