Sanihelp.it – Possiamo suddividere gli sport in due grandi categorie: la prima comprende le attività che richiedono lo sviluppo della forza, la seconda riunisce invece quelle discipline che puntano a incrementare la resistenza.
La Zona viene in aiuto a chiunque voglia migliorare le proprie prestazioni.
Sia che il vostro scopo consista nell’acquisizione di massa muscolare, sia che desideriate migliorare la performance negli sport di endurance (corsa e ciclismo per esempio), adottando il metodo inventato negli anni Ottanta dal dottor Barry Sears, potrete raggiungere i vostri obiettivi.
Cerchiamo di capire insieme come la Zona può intervenire a favore degli sportivi:
Se l’obiettivo è l’aumento della massa muscolare, bisogna prendere in esame il comportamento di due importanti ormoni: il testosterone e il GH.
Il primo stimola la crescita del tessuto muscolare, il secondo ripara le microlesioni causate dall’allenamento: conseguenza di questo processo è la ricostruzione di fibre muscolari di maggiore dimensione.
Più intenso è l’allenamento, maggiore è il rilascio di testosterone e GH.
Il testosterone è disturbato dalla presenza di massa grassa, mentre il GH risente negativamente degli alti livelli insulinici: va da sé che una dieta che contiene una buona dose di proteine (ma non troppe) e un adeguato livello di carboidrati è in grado di creare l’ambiente ideale per implementare la massa muscolare.
Un ulteriore aiuto dalla Zona arriva dalla strategia degli spuntini messa a punto da Sears:
– introducendo un piccolo pasto (1 blocco) nei 15/20 minuti dopo l’allenamento, si crea una situazione ormonale ideale per l’azione del GH poiché l’insulina non si innalza troppo
– diventa poi fondamentale anche lo spuntino (sempre da 1 blocco) da effettuare mezzora prima di coricarsi, poiché è stato dimostrato che una delle fasi di maggior rilascio del GH corrisponde proprio con la fase REM del sonno
– da ultimo possiamo aggiungere che effettuando spuntini (secondo Sears le pause tra un pasto e l’altro non devono superare le 5 ore) si evita la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, nemico del testosterone
Se l’obiettivo è invece l’incremento della resistenza, attraverso un’alimentazione bilanciata come la Zona, è possibile ottimizzare il consumo dell’energia, attingendola non solo dai carboidrati ma anche e soprattutto dai grassi, le cui scorte all’interno dell’organismo sono maggiori e hanno resa più elevata.
Mangiare troppi carboidrati prima di un’attività di endurance può portare a:
– l’innalzamento della glicemia e successivo repentino calo della stessa, con conseguente perdita di lucidità durante le fasi finali della prestazione
– bassi livelli di glucagone, che significa impossibilità di smobilizzo dei grassi da impiegare per la produzione di energia
– diminuzione del flusso sanguigno a cui fanno seguito una minor irrorazione e una maggior infiammazione dei muscoli



