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Una malattia che colpisce principalmente le donne

Alzheimer, scoperto perché le donne sono più a rischio

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Pubblicato il: 29-07-2019


Alzheimer, scoperto perché le donne sono più a rischio © iStock

Sanihelp.it - La demenza di Alzheimer oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500 mila ammalati. È la forma più comune di demenza senile: uno stato provocato da un’alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. L’Alzheimer colpisce la memoria e le funzioni cognitive e ha, in genere, un inizio subdolo: le persone cominciano a dimenticare alcune cose, per arrivare al punto in cui non riescono più a riconoscere nemmeno i familiari e hanno bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici.

Si tratta di una malattia che colpisce maggiormente i soggetti di sesso femminile. Finora si era sempre pensato che la causa della maggiore propensione da parte delle donne ad ammalarsi di Alzheimer stesse nella loro maggiore longevità; ma due recenti studi presentati all'Alzheimer's Association International Conference in corso a Los Angeles, hanno scoperto che la ragione sta nella maggiore connettività di alcune aree del loro cervello, dove si forma la proteina tau, responsabile delle placche che si accumulano con la malattia, e in alcuni particolari geni.

Nel primo studio, effettuato da un team di ricercatori della Vanderbilt University di Nashville, sono state analizzate centinaia di risonanze magnetiche di uomini e donne, e la distribuzione della proteina tau, che insieme a quella amiloide può formare dei grovigli tossici, che fanno morire le cellule cerebrali, causando i problemi di memoria. Gli studiosi hanno scoperto che ci sono delle differenze tra maschi e femmine nel modo in cui la proteina tau si diffonde nel cervello: le donne hanno una migliore connettività tra le aree del cervello dove si forma la proteina tau, cosa che lo rende più a rischio di una diffusione più rapida della proteina, e quindi di declino cognitivo.

Nell'altra ricerca, condotta dall'università di Miami, è stata invece rilevata la presenza di alcuni geni specifici, negli uomini e nelle donne, che potrebbero essere collegati al rischio di Alzheimer. Pertanto, secondo i ricercatori, la genetica potrebbe contribuire alle differenze nel rischio e progressione della malattia in entrambi i sessi.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Alzheimer's Association International Conference

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