Sanihelp.it – Siamo a ridosso dell’apertura dei giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 e i partecipanti si stanno preparando per essere pronti al debutto.
Ognuno degli atleti coinvolti ha speso mesi, spesso anni, di allenamenti e sacrifici che, nelle ultime settimane, passano anche da un elemento chiave quanto la preparazione fisica: l’alimentazione.
Negli ultimi anni, il tema delle proteine ha assunto un ruolo centrale nella dieta degli sportivi. Secondo i dati GS1 Italy–Osservatorio Immagino, nel 2024 circa il 4% di oltre 3.300 prodotti analizzati riportava diciture legate alle proteine, per un fatturato di 1,9 miliardi di euro, in crescita del +4,5% rispetto al 2023. Un interesse crescente che riflette una maggiore consapevolezza sull’importanza di un apporto proteico senza eccessi, equilibrato e di qualità.
Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, che ha seguito numerosi atleti olimpici nel corso della sua carriera, ha chiarito cosa succede nel piatto di un atleta a ridosso di una competizione non solo olimpica: «Nel giorno della gara l’aspetto più importante è la digeribilità: l’atleta non deve avvertire disturbi di nessun genere.Nelle ore immediatamente precedenti si privilegiano infatti alimenti ricchi di carboidrati e poveri di grassi e proteine.Fino a tre ore prima della competizione, però, l’alimentazione può includere anche proteine, meglio se a basso contenuto di grassi. Dopo lo sforzo– ha chiarito sempre Giampietro–è importante associare le proteine a una quota adeguata di carboidrati: circa 3-4 grammi di carboidrati per ogni grammo di proteine.Ho inserito spesso la Bresaola della Valtellina IGP, nei piani alimentari per gli atleti olimpici. In un piatto di pasta o riso oppure in un panino,rappresenta infatti una soluzione efficace e bilanciata. Inserita nei giusti quantitativi–due porzioni a settimana da 40-50 grammi, che possono diventare tre per atleti con fabbisogni proteici più elevati–la Bresaola della Valtellina IGP può far parte di un’alimentazione varia e completa, senza eccessi».
Il professor Giampietro ha anche chiarito come, nella fase di preparazione–anche a livello agonistico–persistono alcune convinzioni errate che rischiano di compromettere la performance.
Carbofobia: «È il più grande errore che uno sportivo possa fare- ha spiegato Giampietro. -Gli atleti hanno un fabbisogno di carboidrati superiore rispetto alla popolazione generale: possono arrivare fino a 6–10 grammi per chilo di peso corporeo desiderabile, e anche oltre nei giorni precedenti le gare di lunga durata».
Eccesso di proteine: «L’atleta ha bisogno di più proteine, ma non di quantità illimitate- ha sottolineato l’esperto.- Nella maggior parte dei casi si dovrebbe rimanere entro i 2 grammi per chilo di peso corporeo».
Abuso di integratori: «I dati scientifici dimostrano che anche per gli atleti di élite un’alimentazione varia e bilanciata, realizzata con alimenti e bevande di uso comune, è in grado di coprire tutte le necessità nutrizionali- ha affermato Giampietro.- Gli integratori vanno utilizzati solo in presenza di carenze diagnosticate».
Allenarsi a digiuno:«L’organismo mal sopporta i digiuni -avverte.- Allenarsi senza mangiare aumenta il rischio di intaccare la massa muscolare e può favorire l’insorgenza di infortuni muscolari».
Diete estreme, come la chetogenica:«Sono regimi poverissimi di carboidrati che sovvertono i principi nutrizionali, scientificamente validati,più adatti allo sport- ha spiegato Giampietro- Sono indicate solo in particolari condizioni patologiche, non nella preparazione atletica».
Non mangiare e non bere durante l’attività sportiva:«È un falso mito pensare che così l’organismo si alleni meglio allo sforzo, -ha concluso l’esperto- Idratazione e apporto energetico durante l’attività sono fondamentali per sostenere la performance».
A confermare l’importanza di un’alimentazione semplice e funzionale è anche Michele Antonioli, ex atleta olimpico di short track, originario di Bormio, argento a Salt Lake City 2002 nella staffetta 5.000 metri,campione del mondo Team con la stessa staffetta e oggi Sport Manager dello Short Track per Milano Cortina2026.
«Quando ero atleta c’era meno consapevolezza rispetto a oggi sulla corretta alimentazione di uno sportivo,ma già allora il nutrizionista che seguiva la mia squadra ci diceva che, se si segue una dieta bilanciata e sana, non serve assumere integratori, in mancanza ovviamente di carenze diagnosticate- ha raccontato Antonioli- LaBresaoladella Valtellina IGP era spesso presente nella nostra alimentazione come secondo piatto o come recupero proteico post allenamento.È infatti pratica, veloce e gustosa».
La Bresaola della Valtellina IGP grazie ai processi di stagionatura, può vantare un contenuto importante di proteine in parte già scomposte: ecco perchè è un prodotto più digeribile rispetto ad altre fonti proteiche. Con circa il 33% di proteine, un basso contenuto di grassi e una buona presenza di amminoacidi ramificati–tra cui la leucina, fondamentale per la sintesi proteica muscolare–la Bresaola della Valtellina IGP si presta sia ai pasti pre-gara sia, soprattutto, al recupero post allenamento.Non a caso, la Bresaoladella Valtellina IGP è spesso inserita in abbinamento a carboidrati semplici.



