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Gatti, ma sarà vero che?

Amici a quattro zampe

Sanihelp.it – 7,9 milioni. Tanti secondo recenti stime sono i gatti che girano per le nostre case. Un numero ragguardevole che testimonia l’amore verso questo animale domestico di cui il 17 febbraio si celebra la Giornata Nazionale. Eppure sono ancora tanti i falsi miti che circolano su questi amici a quattro zampe che riempiono non solo le giornate ma anche le pagine dei social.

Ca’ Zampa, il primo Gruppo Italiano di Cliniche veterinarie presente con 9 Centri sul territorio (a Milano Monte Nero, Milano Portello, Bugherio,  Arese, Rozzano, Roma, Cremona, Udine e Mestre), ha voluto dedicare il mese di febbraio alla cura del pet, con una campagna dedicata alla salute del gatto a partire da una prevenzione rivolta ad una delle problematiche più diffuse nei felini: l’insufficienza renale cronica.

«Si tratta di una patologia che colpisce 1 gatto su 5, dagli 8 anni di età in su» spiega Massimo Beccati, Medico Veterinario Direttore Sanitario del Centro Ca’ Zampa di Cremona. «In molti casi è latente, subdola  quindi, se non riconosciuta, può compromettere in maniera importante la salute del gatto. Per questa ragione è bene attivarsi per degli opportuni accertamenti attraverso un controllo veterinario, il quale monitorerà attraverso esame delle urine e del sangue i parametri renali. Come riconoscere se il pet soffre di insufficienza renale cronica ? Attenzione  ai segnali molto spesso non sono così evidenti: beve molto e sporca spesso la lettiera, più del solito, l’appetito è capriccioso, è dimagrito ed è spesso spossato, ma non per l’età>.

Ma quali sono le false credenze, legate alle abitudini dei gatti, da sfatare? Gli esperti di Ca’ Zampa hanno messo in fila quelle più diffuse, anche legate a credenze popolari.

Il gatto non ha 7 vite. Ne ha una sola e va preservata con cura. Ecco perché è bene porre attenzione alla prevenzione, attraverso controlli periodici e costanti.

Se scodinzola, scappa! Contrariamente al cane, significa che non è felice ed è pronto per attaccare. Un gatto può scodinzolare anche se è spaventato. Diversamente da quando è felice, il micio scodinzola tenendo la coda bassa. Se la coda è dritta e la schiena è inarcata, significa che il felino è pronto ad attaccare.

Non è vero che vede al buio: sfrutta le onde riflesse. Grazie alla presenza di uno strato di cellule riflettente di colore giallo-verdastro posto dietro la retina del gatto, il cui nome scientifico è «  tappeto di luce », la luce viene amplificata permettendo al pet di avere un’eccellente capacità visiva al buio.

Non odia l’acqua: ci sono diversi gatti di razza che sono eccellenti nuotatori, come ad esempio i Van. Il fatto che si sentano a loro agio in acqua deriva dal fatto che sono stati costretti ad abituarcisi, nel corso della loro evoluzione: il gatto Turco Van ha dovuto imparare a pescare per potersi alimentare. Ma non sono i soli: anche i Maine Coon, i Bengala e gli Abissini.

Altro che sfortuna! In Giappone i gatti neri portano ricchezza e gioia. Lo dimostrano i Maneki neko, ossia le sculture giapponesi che raffigurano gatti di colore nero, che vengono associati alla fortuna, alla buona salute e al benessere economico.

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