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Diverticolosi: malattia dell'età matura

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Pubblicato il: 28-07-2021

Diverticolosi: malattia dell'età matura © iStock

Sanihelp.it - Dati alla mano la diverticolosi interessa il 65% delle persone con età compresa fra 80-85 anni, mentre è rarissima nei trentenni.

è un disturbo tipico dell’età avanzata, che non sempre viene gestito nella maniera migliore perché sono molte le informazioni poco veritiere che la circondano.

Per questo l'Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri (AIGO) ha diffuso una nota stampa per cercare di offrire a tutti informazioni più chiare. Molto spesso si scopre di essere portatori di diverticolosi durante l'esecuzione di un esame diagnostico eseguito per altra ragione e diventa malattia in una percentuale relativamente ridotta di casi, intorno al 15-20%, questa è la casistica relativa alla presenza dei diverticoli che si associa una vera e propria sintomatologia.

La necessità di terapia si pone solo in questa percentuale di casi.  

Nella maggior parte dei casi non occorre sottoporsi ad una terapia per la semplice presenza di diverticoli.

Nelle forme più lievi, nelle quali i sintomi sono simili a quelli dell'intestino irritabile, la terapia si basa sulla regolarizzazione dell'alvo e sull'uso eventuale di antispastici, probiotici, antibiotici, antimeteorici e antinfiammatori intestinali.

In caso di dolore si dovrebbe ricorrere all’uso del paracetamolo.

Nella diverticolite acuta non complicata sono importanti il digiuno si dovrà per questo ricorrere a una nutrizione per via endovenosa, la somministrazione di antipiretici e antidolorifici come il paracetamolo ed eventualmente di antibiotici, sempre per via endovenosa.

Nelle forme complicate, oltre a questi presidi, è possibile che sia richiesto l'intervento più avanzato di medici e terapie specifiche.

Una qualche attenzione deve invece essere posta relativamente all'uso dei farmaci: gli antinfiammatori non steroidei, l'acido acetilsalicilico e i cortisonici, per la loro azione dannosa sulla mucosa intestinale e gli analgesici oppioidi, per l'effetto negativo sulla motilità intestinale, dovrebbero essere assunti con cautela.

I pazienti con diverticolosi, al termine di ogni valutazione medica, chiedono se esista una ricetta affidabile per evitare sicuramente un'infiammazione, scongiurando così un primo episodio di diverticolite o successivi nuovi episodi.

Non esiste una sicura evidenza scientifica ma l'esperienza clinica porta a ritenere che una buona regolarità dell'alvo, un'adeguata attività fisica, un ridotto consumo di carni rosse, insieme ad una buona assunzione di fibre, seguire la Dieta Mediterranea, possano essere utili.

A tale proposito è bene sottolineare come sia facile imbattersi in pazienti che, dopo la scoperta casuale di diverticoli del colon, evitino sistematicamente anguria e melone, eviscerano pomodori e kiwi e sbucciano le fragole, nel timore che i semi contenuti possano andare ad ostruire in qualche modo un diverticolo, determinandone l'infiammazione e l'insorgenza di terribili complicanze. è ormai dimostrato che i semi, la frutta secca e, in generale, le fibre contenute nella frutta e nella verdura svolgono un ruolo protettivo e possono aiutare a ridurre o a rallentare la formazione dei diverticoli stessi, riducendo la pressione che si crea all'interno del colon.

L’estate, infine, non peggiora la diverticolite: in questi ultimi anni è credenza diffusa che con l'aumento della temperatura sia più probabile la comparsa della sintomatologia associata alla malattia ovvero dolore, gonfiore, alterazione dell'alvo.

Aigo ritiene che questa sia una notizia del tutto infondata, così come è da confutare la convinzione che la presenza di diverticoli favorisca l'insorgenza di cancro del colon.



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