Cimicifuga racemosa
Actaea racemosa
Famiglia: Ranuncolaceae
Nomi comuni: Cimicifuga, Nuttal
Nome inglese: black cohosh, black snakeroot, macrotys, bugb
Parte usata: Rizoma
Area terapeutica: Malattie ginecologiche, Malattie reumatiche
Cos'è
È una pianta erbacea perenne, di altezza variabile fra i 120 e i 180 cm, originaria delle foreste decidue del Nord America Orientale.
Si caratterizza per foglie lunghe circa 70 cm, trilobate, di colore verde scuro, per infiorescenze di colore bianco che compaiono fra giugno e agosto e per frutti contenenti numerosi semi piatti di colore marrone
Caratteristiche
La cimicifuga cresce bene sia nei boschi umidi che asciutti, sia nelle radure che nelle foreste.
In Europa è arrivata intorno alla metà del ‘700 come pianta ornamentale e ancora oggi per questo scopo si trova nei giardini dove cresce bene nelle zone ombrose o a mezz’ombra
Cosa dice la scienza
La cimicifuga, da sempre, è stata utilizzata per dare sollievo ai dolori di tipo artritico, ma non esistono studi scientifici che supportino validamente questo uso. In tempi più recenti la cimicifuga è stata usata per alleviare i sintomi della menopausa come secchezza vaginale e caldane.
Alcuni studi ne hanno di mostrato anche una certa efficacia nelle irregolarità del ciclo mestruale e nell’alleviare i sintomi della sindrome premestruale.
A cosa serve
La cimicifuga da sempre, è stata utilizzata per alleviare i dolori muscolari dovuti all’artrite, ma sembra essere utile anche per l’induzione del parto, per le disfunzioni uterine, per la sindrome premestruale, per alleviare i sintomi della menopausa; trova impiego anche come diuretico, espettorante e mucolitico.
Come si assume
La dose normalmente consigliata è di 40 mg/die di estratto titolato al 2,5% in triterpeni glicosidici; la cimicifuga è presente in commercio sottoforma di tisane, capsule o tintura
Cenni storici
Questa pianta deve il suo nome “cimicifuga” al caratteristico odore del suo fogliame che dovrebbe allontanare gli insetti, in particolare le cimici e si pensava fosse un efficace rimedio contro i morsi dei serpenti.
Una sua prima descrizione è rintracciabile in documenti della fine del XVII secolo, ma esistono anche in data precedente delle indicazioni circa la sua utilità nel trattamento di reumatismi, bronchiti, febbre, vertigini e dismenorrea.
⚠️ Effetti collaterali e controindicazioni
La cimicifuga non andrebbe utilizzata in gravidanza e allattamento, non andrebbe assunta per più di 6 mesi consecutivi, andrebbe utilizzata con grande attenzione nelle persone con problemi cardiovascolari poiché ha un’attività simil digitalica. Non andrebbe utilizzata nelle persone con forme tumorali estrogeno dipendenti, dalle donne che assumono anticoncezionali o in terapia estrogenica dopo la menopausa.
La cimicifuga se assunta a dosaggi superiori di quelli consigliati può indurre vomito, nausea, diarrea, emicrania, vertigini.
Fonte: www.nccam.nih.gov
Avvertenza: Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere del medico.