Crescione
Nasturtium Officinale
Famiglia: Cruciferae
Nomi comuni: Pepe dacqua, Nasturzio, Salute del corpo
Nome inglese: Watercress
Parte usata: Parte aerea
Area terapeutica: Malattie respiratorie, Malattie epatiche, Malattie dermatologiche
Cos'è
È una piccola pianta erbacea perenne, con un fusto prostato o ascendente, immerso quasi completamente in acqua con solo le porzioni terminali dei rami che emergono.
Nella tarda primavera fiorisce con piccoli fiori bianchi, riuniti in racemi, con 4 petali ognuno.
I frutti sono silique allungate con molti semi.
Il crescione ha un caratteristico odore dolciastro e un sapore molto particolare, quasi pungente.
Caratteristiche
Il crescione è una pianta originaria dell’Europa e dell’Asia, in Italia si trova in tutte le regioni sulle sponde di fossi e ruscelli, dal piano ai 1.500 metri, predilige comunque le acque poco profonde, chiare, ferme o leggermente correnti. Si presta anche alla coltivazione
Cosa dice la scienza
Il crescione è particolarmente ricco di sali minerali: contiene soprattutto ferro, ma anche fosforo, manganese, rame.
Contiene anche vitamine del gruppo B, ma è particolarmente ricco di Vitamina C ben 140 mg per 100 g di pianta, per questo motivo le viene attribuita un’attività antiscorbuto ( la malattia che si instaura quando manca la vitamina C).
Per il suo elevato contenuto in ferro, può essere molto utile come ricostituente per le persone convalescenti o anemiche
A cosa serve
Il crescione può vantare proprietà bechiche, espettoranti, diuretiche, depurative, vitaminizzanti, rubefacenti.
Le foglie di crescione sfregate sulle gengive possono rassodarle; il crescione contiene principi attivi di di tipo isosolfocianici per questo motivo può dare sollievo alle vie respiratorie irritate, in particolare può favorire l’eliminazione del muco.
La presenza di composti isosolfocianici conferisce al Crescione le proprietà di stimolare e rassodare, modificare la secrezione catarrale e favorirne l'eliminazione; è anche un buon depurativo per il fegato e per l’organismo in generale. Il crescione andrebbe consumato in opportune quantità, durante i pasti, mentre per sfruttarne le proprietà terapeutiche non è opportuno usarlo sotto forma di tisana o decotto poiché il calore ne può alterare molti dei principi attivi.
Come si assume
Per uso interno bisogna utilizzare la parte aerea della pianta fresca lavata accuratamente; come ricostituente, diuretico e depurativo si possono usare il succo, in dosi di tre cucchiai al giorno, oppure la tintura, 20 g. da sciogliere in 100 ml di alcool a 20°
Cenni storici
Il nome botanico del crescione deriva molto probabilmente dal latino nasus (naso) e torquere (torcere) forse perché ha un odore così particolare che può davvero far storcere il naso!
Secondo gli antichi Romani, il crescione riusciva ad influire sul carattere delle persone facendole diventare più affettuose, mentre per i Greci aveva addirittura delle proprietà afrodisiache; i Greci, comunque, erano soliti consigliare il crescione come corrobborante ai propri soldati quando erano impegnati in marce lunghe ed estenuanti e agli sportivi in vista di una gara impegnativa. Secondo la mitologia Pandora figlia di Giove aveva portato in dono al suo sposo Epimeteo un vaso che però lo sposo per curiosità, aprì prima del dovuto facendone fuoriuscire delle disgrazie del mondo ancora sconosciute agli uomini, ma anche doni preziosi come il crescione. Nel Settecento vennero riconosciute ala pianta le proprietà stimolanti, espettoranti, depurative e diuretiche, tutte virtù che la medicina tradizionale ha riscontrato e accettato. Il crescione è anche molto usato in cucina per insalate e minestre, ha un sapore piccante e gradevole; serve anche per aromatizzare salse e formaggi teneri.
⚠️ Effetti collaterali e controindicazioni
Il crescione a causa del contenuto in glicosidi solforati, non dovrebbe essere assunto crudo soprattutto se per lunghi periodi poiché il suo consumo a crudo può determinare l’ insorgenza di irritazioni alle mucose gastriche e ulcere in bocca. Non andrebbe impiegato nei bambini, nei pazienti affetti da gastriti, ulcere e patologie renali (nefriti); un uso eccessivo può provocare disturbi gastrointestinali.
Fonte: www.nccam.nih.gov
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