Elicriso
Helichrysum italicum
Famiglia: Asteracee
Nomi comuni: Perpetuino, Tignamica, Semprevivo
Nome inglese: Curry plant
Parte usata: Sommità fiorite
Area terapeutica: Malattie otorinolaringoiatriche, Malattie dermatologiche
Cos'è
È una pianta perenne che può raggiungere i 50 cm di altezza, ha foglie argentee, lineari-filiformi; è dotata di capolini, di colore dorato brillante, riuniti in una densa infiorescenza; i frutti sono lucenti, bianchi, di forma cilindrica. Le sommità fiorite si raccolgono fra giugno e agosto; ha un profumo intenso e caratteristico che ne giustifica l’impiego nella cosmetica
Caratteristiche
Questo arbusto è originario dell’Europa Meridionale: cresce bene in luoghi aridi e sabbiosi e negli incolti, dal piano agli 800 metri; in Italia è diffuso quasi ovunque
Cosa dice la scienza
Per il suo contenuto in flavonoidi, oli essenziali, tannini, acido caffeico, ne è stato documentato un utile impiego come antiinfiammatorio, antiallergico, bechico, antiossidante e fotoprotettivo
A cosa serve
L’elicriso trova utilizzo in caso di tosse, bronchite e come bechico; favorisce l’eliminazione del catarro bronchiale, attenua gli eccessi di asma e le infiammazioni di origine allergica della mucosa nasale. l’elicriso sotto forma di infuso o decotto può giovare alle affezioni dell’apparato respiratorio, per i reumatismi, i dolori e le varici. Si usa per riattivare la circolazione sanguigna: gli impacchi, infatti, sono molto efficaci in caso di mani e piedi freddi e per la cura dei geloni. Dietro prescrizione medica può essere utile nella patologia emorroidaria.
Come si assume
È disponibile in commercio sotto forma di decotto, olio essenziale, estratto, tintura oleosa
Cenni storici
Il nome elicriso deriva dal greco “Helios”, sole e “Chrisos” oro, ovvero sole d’oro in riferimento al colore giallo dorato dei suoi fiori; comunemente l’elicriso viene anche indicato come “semprevivo”, forse in riferimento al fatto che i suoi fiori si mantengono gialli a lungo e persistono per molto tempo conservando intatto il loro caratteristico profumo. Secondo la tradizione i sacerdoti greci e romani usavano incoronare le statue degli dei con i fiori di elicriso perhè non putrefacessero mai. In passato si usavano mazzetti di elicriso per allontanare tarli e tignole e si pensava che bruciando le setole del maiale con i fiori di elicriso si potesse aromatizzare il lardo. Le foglie dell’elicriso forniscono un moderato aroma di curry e possono essere impiegate per insaporire risotti, minestre, carne di pollame e ripieni.
⚠️ Effetti collaterali e controindicazioni
Non sono stati segnalati effetti collaterali di sorta per l’uso di elicriso eccezion fatta per una ipersensibilità individuale. Da non usare in gravidanza e allattamento
Fonte: www.nccam.nih.gov
Avvertenza: Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere del medico.