🌿 Pianta Medicinale

Equiseto

Equisetum arvense

Famiglia: Equisetacee
Nomi comuni: Coda Cavallina, Erba rugna
Nome inglese: Horsetail, Bottle-brush
Parte usata: Fusti sterili
Area terapeutica: Malattie proctologiche, Malattie urologiche, Malattie ortopediche

Cos'è

È una felce molto particolare, una pianta erbacea perenne con un fusto che può arrivare ai 50 cm, di colore verde in estate, presenta numerosi nodi con tipiche ramificazioni ad ombrella; non ha né fiori né semi. E’ una pianta sporiforme pur non avendo fiori sviluppa una struttura a cono che contiene le spore. A scopo erboristico sono utilizzati i fusti sterili che si raccolgono da maggio a luglio.

Caratteristiche

L’equiseto cresce bene nei luoghi umidi, lungo i bordi delle strade,sulle sponde di torrenti e fossati: in Italia è molto diffuso. Ha origini molto antiche: è diffuso, da sempre, nelle regioni temperate del nord America, in Europa e Asia

Cosa dice la scienza

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come l’equiseto possa aiutare a migliorare la memoria e la funzione cognitiva; può anche avere proprietà anticonvulsivanti. L’equiseto sembra essere utile anche nell’osteoporosi: in uno studio eseguito nel 1999, 122 donne italiane hanno assunto equiseto (estratto secco) o un farmaco per l’osteoporosi e poi ne è stata valutata la densità ossea: anche le donne che hanno assunto equiseto hanno evidenziato una buona rimineralizzazione, perciò gli autori dello studio hanno concluso che l’equiseto può svolgere un’attività rimineralizzante anche nell’osteoporosi.

A cosa serve

L’equiseto può vantare un elevato contenuto in silicio un minerale dalle proprietà rimineralizzanti: l’acido silicico, infatti, sembra essere in grado di aumentare l’elasticità dei tessuti per questo si può usare per accelerare la guarigione di ustioni di primo grado. Per uso esterno, in virtù delle sue proprietà antiemorragiche l’equiseto può essere utilizzato per le emorroidi, in caso di sangue dal naso, per le varici e per i sanguinamenti della bocca. L’equiseto è anche un buon diuretico per questo viene usato per ridurre il numero di recidive nelle cistiti e per il benessere della prostata.

Come si assume

Se si assume l’equiseto sotto forma di tisana occorrerebbe usare 2 - 3 cucchiaini da caffè in infusione - 3 volte al giorno.

Cenni storici

Il nome equisetum deriva dal latino equus = cavallo e seta = crine e descrive molto bene gli steli rigidi della pianta. Già i Greci e i Romani usavano l’equiseto per fermare l’emorragia, guarire le ulcere e le ferite. Secondo Plinio il Vecchio bastava tenere in mano dell’equiseto per bloccare le emorragie. Per gli agricoltori l’equiseto è solo un’erbaccia infestante: per il suo elevato contenuto in silicio i fusti sterili possono essere utilizzati dagli artigiani per lucidare superfici di peltro, alluminio e bronzo. L’equiseto viene utilizzato come una sorta di carta vetrata per lucidare le superfici di legno pregiato

⚠️ Effetti collaterali e controindicazioni

In fitoterapia si usa sempre l’equiseto arvense, perché quello palustre è tossico e quindi è molto importante che non vi siano contaminazioni. I rimedi a base di equiseto sono di norma considerati sicuri, anche se un suo consumo continuativo nel tempo può portare ad una deplezione di vitamina B. Per questo chi l’assume per un lungo periodo dovrebbe assumere contemporaneamente anche un supplemento di vitamina B. Non dovrebbe essere assunto dai pazienti in terapia con digossina, fenitoia e anticoagulanti

Fonte: www.nccam.nih.gov

🍵 Tisane e Decotti con Equiseto

Avvertenza: Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere del medico.