Escolzia
Eschscholzia californica Cham.
Famiglia: Papaveraceae
Nomi comuni: Papavero della California
Nome inglese: California Poppy ; Goldpoppy ; Yellow Poppy
Parte usata: Parti aeree, radici
Area terapeutica: Malattie neurologiche, Malattie dermatologiche, Malattie odontoiatriche
Cos'è
È una pianta annuale o perenne, di piccole dimensioni, non raggiunge più dei 60 cm di altezza, i suoi fusti si organizzano a formare di piccoli cespugli di colore verde glauco. I cespugli si caratterizzano per la presenza di piccoli fiori con 4 petali obovati, di un bel colore giallo-arancio che gli valgono il nome comune di papavero della California. È provvista di numerosissimi semi racchiusi in un baccello di 4-5 cm
Caratteristiche
L’escolzia è una pianta originaria dell’Arizona, dell’Oregon e del Messico: cresce bene nelle zone soleggiate, sulle dune costiere, nelle valli aride in prossimità del mare, su terreni secchi, argillosi o sabbiosi purchè asciutti; non resiste al freddo. Si coltiva anche in paesi dal clima caldo-temperato.
Cosa dice la scienza
Gli studi scientifici sull’escolzia non sono molto numerosi, ma quelli disponibili ne sottolineano la blanda azione sedativa, in particolare favorisce il sonno e l’addormentamento. Nello specifico uno studio clinico effettuato su pazienti con insonnia mai trattata con farmaci, ha evidenziato che la somministrazione di escolzia in 12 pazienti ha determinato il ritorno ad un sonno normale (6-8 h di sonno senza risvegli); 6 soggetti hanno visto soprattutto ridursi il tempo necessario per addormentarsi e 2 pazienti hanno abbandonato lo studio per la mancanza di risultati tangibili.
Sembra comunque che l’escolzia sia più attiva nelle femmine piuttosto che nei maschi.
A cosa serve
L’escolzia si usa per le sue proprietà sedative, calmanti e analgesiche. Si usa soprattutto per ridurre il tempo di latenza dell’addormentamento e per garantire un sonno duraturo: in effetti il suo uso non dà luogo a fenomeni di stordimento o intontimento al risveglio. Si può utilizzare per risolvere le turbe del sonno anche in pediatria, poiché è ben tollerato. Viene utilizzato per alleviare l’ansia da lieve a moderata; il suo effetto rilassante è evidenziabile anche nelle persone affette da tosse spasmodica persistente, poiché migliora gli spasmi a livello muscolare e il riposo notturno.
Come si assume
In commercio l’escolzia è disponibile sia in combinazione con altre sostanze sedative del Sistema Nervoso Centrale come il biancospino o la valeriana, per esempio, o da sola come tisana al 3% da lasciare in infusione per 15 minuti, se ne possono bere fino a tre tazze al dì; come estratto fluido da assumere 30 gocce mezz’ora prima di mettersi a dormire o come estratto secco.
Per favorire un’azione più efficace dell’escolzia bisognerebbe assumerla a stomaco vuoto
Cenni storici
L’escolzia deve il suo nome al botanico ed entomologo russo J.F Eschscholtz: gli indiani d’America utilizzavano le foglie di escolzia per uso culinario ovvero le bollivano o le cuocevano su pietra. Vi era anche un impiego medicamentoso in quanto l'escolzia si impiegava per ridurre il dolore nelle coliche intestinali, biliari e per ridurre il mal di denti. Si utilizzava anche per fare impacchi e cataplasmi per curare le ulcerazioni della pelle. In Europa questa pianta è stata importata agli inizi del 1800 come pianta ornamentale in virtù dei suoi bellissimi fiori.
⚠️ Effetti collaterali e controindicazioni
L’utilizzo protratto nel tempo a dosaggi elevati può provocare assuefazione.
Non andrebbe utilizzato come rimedio nei bambini al di sotto dei 6 anni di età e il suo utilizzo andrebbe evitato anche durante il primo quadrimestre di gravidanza e durante l’allattamento.
Fonte: www.nccam.nih.gov
Avvertenza: Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere del medico.