🌿 Pianta Medicinale

Rabarbaro

Rheum officinale

Famiglia: Polygonaceae
Nomi comuni: Rabarbaro cinese, Rabarbaro vero.
Nome inglese: Rhubarb
Parte usata: Rizomi
Area terapeutica: Malattie apparato digerente

Cos'è

È una pianta erbacea perenne, caratterizzata da un rizoma particolarmente robusto; all’inizio di ogni nuova stagione dal rizoma si dipartono nuovi fusti; alla base della pianta e sui fusti si innestano grandi foglie. Le infiorescenze sono di colore bianco verdastro o rossastre, peduncolate possono raggiungere anche i 10 cm di lunghezza; dai fiori si formano i frutti che hanno una forma alquanto singolare, trigonale. La raccolta del rizoma, la parte di interesse erboristico, determina la morte della pianta.

Caratteristiche

Il rabarbaro è originario della Cina, del Tibet e della Mongolia, il rabarbaro della regione dello Schensei è reputato il migliore al mondo; in generale cresce bene nelle zone collinari e montane. Si coltiva anche nell’Europa centro-settentrionale; in Italia si coltiva a scopo ornamentale nei giardini o nell’orto a scopo alimentare.

Cosa dice la scienza

Studi effettuati su animali da laboratorio hanno evidenziato che le molecole antrachinoniche presenti nel rabarbaro hanno un’azione lassativa, mentre i tannini esplicano attività antidiarroica.

A cosa serve

Per il suo contenuto in antrachinoni e tannini a base dosi viene impiegato come astringente e stomachico ovvero per stimolare l’appetito e favorire la digestione, mentre a dosaggi più elevati è un purgante. Il rabarbaro, infatti, blocca il riassorbimento dell’acqua a livello intestinale, per questo il suo utilizzo è consigliato in caso di feci dure o in presenza di ragadi e emorroidi

Come si assume

In commercio il rabarbaro è disponibile sotto forma di tisana, estratto fluido o secco e come tintura. Il rabarbaro al di là della forma in cui si presenta andrebbe assunto in un’unica somministrazione serale.

Cenni storici

Le prime notizie relative al rabarbaro risalgono ad antiche pergamene cinesi del 1700 a. C., ma è arrivata dall’oriente all’occidente grazie a Marco Polo, ma solo nel 1500 anche in occidente se ne capirono i possibili utilizzi a scopo terapeutico. Il rabarbaro viene utilizzato anche in cucina: non se ne dovrebbero consumare le foglie perché troppo ricche di ossalato di calcio, mentre i gambi si possono usare per farne torte salate e insalate. In alcuni paesi del mondo ancora oggi si offre ai bambini il gambo tenero di rabarbaro candito

⚠️ Effetti collaterali e controindicazioni

Il rabarbaro non andrebbe somministrato in gravidanza e allattamento e nei bambini con meno di 12 anni. Non va usato per periodi prolungati perché a causa del suo elevato contenuto in antrachinoni può provocare pigrizia intestinale ed eccessiva perdita di sali di potassio

Fonte: www.nccam.nih.gov

Avvertenza: Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere del medico.