Sanihelp.it – La corsa è uno degli sport più amati. Questo successo è dovuto soprattutto a un fattore, è lo sport più accessibile al mondo. Come la camminata, il running, infatti, può essere praticato ovunque e dalla maggior parte delle persone.
Gli errori da evitare per preservare le articolazioni e godere dei numerosi benefici della corsa
Corsa: ecco cosa non fare per preservare le articolazioni
La corsa è davvero nemica delle nostre ginocchia e, più in generale, delle nostre articolazioni? No! Anzi, correre regolarmente può persino rinforzare la cartilagine, migliorare la densità ossea e proteggere le articolazioni, a patto di adottare i giusti accorgimenti. Il problema non è la corsa, è come si corre. Ecco 3 errori da evitare assolutamente:
Una preparazione inadeguata: A ogni passo il ginocchio sopporta da 3 a 5 volte il peso del nostro corpo. In un corridore allenato, i muscoli compensano questo carico; ma in chi è agli inizi o manca di rinforzo muscolare, l’articolazione si ritrova da sola ad affrontare l’urto.
Un sovraccarico eccessivo: Aumentare troppo velocemente la distanza, la frequenza o l’intensità apre la porta a tendiniti, microlesioni e fratture da stress. Il corpo non ama i cambiamenti bruschi.
Una tecnica errata: Un appoggio sbagliato, una falcata troppo pesante o scarpe inadatte hanno conseguenze dirette sulle articolazioni (ginocchio, caviglia, tendine d’Achille), che finiscono per incassare più stress del previsto.
I consigli per iniziare nel modo giusto
Qual è il segreto per godersi il running limitando il rischio di infortuni? Rinforzare preventivamente i muscoli delle gambe e del tronco (core), acquistare scarpe tecniche adatte al proprio appoggio, progredire in modo graduale e riposare quando il corpo lo richiede. La corsa non è pericolosa: lo diventa quando si corre più velocemente di quanto il proprio corpo possa sopportare.
E in caso di artrosi? Se praticata correttamente, la corsa può avere effetti positivi. È possibile correre anche con l’artrosi, ma per farlo in sicurezza l’attività deve essere sempre adattata al livello di dolore e alla patologia. In questi casi, tuttavia, è preferibile privilegiare sport a minor impatto, come il nuoto.



