Sanihelp.it –Le Linee guida alimentari USA (Dietary Guidelines)2025-2030 stanno suscitando un ampio dibattito internazionale sul tema dell’alimentazione e della salute pubblica.
Il documento, in effetti, rappresenta la posizione del governo USA nei confronti delle scelte alimentari della popolazione, della ristorazione collettiva e dei programmi di sanità pubblica per i prossimi cinque anni.
Secondo AIGO, Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi, però, più che di una rivoluzione alimentare si tratta di un rimescolamento non sempre chiaro di principi già noti, con alcuni spunti condivisibili ma un’impostazione comunicativa che rischia di generare confusione.
«Negli Stati Uniti obesità, diabete e malattie metaboliche hanno raggiunto livelli estremi e dopo anni di fallimenti era inevitabile, anche politicamente, proporre una nuova linea di indirizzo. Il problema è che il documento dice una cosa e spesso ne comunica un’altra» ha tenuto a precisare Maurizio Vinti, presidente eletto AIGO Sicilia. Secondo Vinti, il primo elemento critico è la rappresentazione grafica della nuova piramide alimentare: «Nel testo si raccomanda il consumo quotidiano di cereali integrali, ma nella piramide questi vengono collocati all’apice, il punto tradizionalmente riservato agli alimenti da limitare. Questo disallineamento tra contenuto e immagine rischia di indebolire anche i messaggi corretti».
Anche l’enfasi su un apporto proteico elevato ad ogni pasto solleva perplessità: «Le quantità suggerite superano quelle raccomandate per la popolazione generale sedentaria e, allo stato attuale, non trovano solide evidenze scientifiche» precisa Vinti.
Dubbi analoghi riguardano l’indicazione di consumare latticini interi fino a tre volte al giorno: «Si tratta di un messaggio culturalmente americano che, se trasferito nel contesto italiano, rischia di tradursi in un inutile surplus calorico» specifica ancora l’esperto.
Sul tema dei grassi, il discorso diventa ancora più articolato: «È corretto promuovere olio d’oliva, frutta secca, semi e pesce. Più ambiguo è il recupero di burro e grassi animali, pur con il limite del 10% di grassi saturi. Dire che “vanno bene ma non troppo” senza indicare porzioni concrete non aiuta i cittadini a orientarsi» aiuta a riflettere il dottor Vinti.
Più netto e condivisibile, invece, il messaggio contro zuccheri, farine raffinate e cibi ultraprocessati. Pienamente condiviso da AIGO è infine l’invito a privilegiare i cibi veri rispetto ai prodotti industriali. «Questo documento non va demonizzato – conclude Vinti – ma nemmeno celebrato come una rivoluzione. La salute pubblica non ha bisogno di slogan, ma di messaggi chiari e scientificamente solidi».



