Sanihelp.it – Nove giovani provenienti da diverse scuole italiane sono partiti per il lungo viaggio che li porterà ad attraversare l’Italia, zaino in spalla, per nove mesi e oltre mille chilometri.
Ad accompagnarli ci sono le guide-insegnanti Cristiana Luzi, Alessandro Pintus, Nicolò Quadrelli e Pietro Vertamy, parte di un Equipaggio di circa 25 persone che, alternandosi in presenza e da remoto, gestisce ogni aspetto del progetto. I partecipanti studiano e vivono viaggiando zaino in spalla per circa 200 giorni, svolgono lezioni, laboratori e incontri lungo la strada, alternando giornate di cammino a periodi residenziali.
Dopo aver salutato le famiglie per il gruppo è iniziata l’avventura: nelle prossime settimane attraverseranno il Trentino Alto Adige facendo alcune tappe della Via Romea Germanica, della via Claudia Augusta, del Cammino delle Terre Sospese e del Cammino Retico. Si troveranno a Bolzano martedì 29 settembre alle 17 presso il Teatro Cristallo, dove si svolgerà il primo incontro pubblico di presentazione gruppo in cammino 2026-27. Nell’occasione sarà presentato il percorso che, dopo il Trentino Alto Adige proseguirà verso Padova, Venezia, Ravenna, Forlì, Bologna, Prato, Firenze Pistoia e Lucca, per concludersi per le vacanze di Natale a Livorno. A gennaio si ripartirà da Siena e passando da Viterbo si arriverà a Roma lungo la via Francigena per poi raggiungere e attraversare a marzo la Sardegna. L’itinerario degli ultimi due mesi di scuola, in definizione, ci concluderà nel sud della Penisola. Realizzato dalla cooperativa sociale CamminaMenti con i main partner AIGAE – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche e CAI – Club Alpino Italiano con il sostegno di Generas Foundation, Strade Maestre sperimenta un’ originale proposta educativa e didattica basata sulla pratica del lungo cammino di gruppo.
Le ragazze e i ragazzi coinvolti, iscritti agli ultimi tre anni di scuole secondarie di secondo grado di indirizzi diversi, camminano accompagnati dalle guide-insegnanti, tornando a casa durante le principali festività e, al termine del viaggio, affrontano un esame per proseguire il proprio percorso scolastico nella scuola di appartenenza o svolgono l’esame di maturità.
Da qualche giorno, inoltre, è disponibile in libreria La scuola che cammina. Strade Maestre, una classe a piedi lungo l’Italia, per le edizioni Ediciclo, opera di Roberta Cortella, insegnante, documentarista, tra i fondatori di Strade Maestre.
Il libro nasce dagli appunti raccolti durante il primo anno del progetto, quando otto studenti e tre insegnanti hanno trasformato il cammino nella propria classe, attraversando l’Italia a piedi per nove mesi. Dall’Umbria al Friuli Venezia Giulia, passando per la Sicilia e risalendo lo Stivale, il gruppo ha fatto della strada uno spazio quotidiano di apprendimento, relazione e crescita.
La scuola, lungo il percorso, cambia continuamente indirizzo. Le lezioni si svolgono sui sentieri, nei boschi, nelle piazze e nei luoghi che accolgono la classe durante le soste. La letteratura si incontra nei territori che l’hanno ispirata: Pirandello in Sicilia, Ungaretti sul Carso. La storia dell’arte passa attraverso i mosaici di Monreale e le architetture di Bernini e Borromini a Roma. Anche matematica, letteratura e inglese possono diventare materie da studiare camminando, lungo gli sterrati dell’Alta Murgia.
Ma La scuola che cammina non racconta soltanto un modo diverso di fare lezione. Dentro il viaggio entrano la quotidianità e le difficoltà concrete: i chilometri da percorrere, gli alloggi da trovare, i pasti da preparare, gli zaini troppo pesanti e la convivenza continua tra ragazzi e adulti. Ci sono studenti che arrivano dopo aver lasciato la scuola, momenti di fragilità, conflitti e situazioni che chiedono al gruppo di fermarsi e ritrovare un nuovo equilibrio.
È proprio nella relazione che il cammino diventa esperienza educativa. Nel libro, Edoardo, uno degli studenti del primo anno, riflette sul rapporto tra apprendimento e fiducia negli insegnanti: «Il problema non è la scuola. Il problema è: come fai a imparare da una persona che senti come un nemico?». E racconta poi ciò che il cammino gli ha permesso di scoprire di sé: «Camminando ho trovato finalmente la versione di me che mi è più facile amare».
Con una scrittura in prima persona, costruita attraverso scene, dialoghi e annotazioni raccolte sul momento, Roberta Cortella restituisce così un racconto corale: la cronaca di nove mesi sulla strada si intreccia alla riflessione sul significato stesso del fare scuola. E lascia aperta una domanda che accompagna il gruppo fino all’arrivo a Trieste: quanto di ciò che si impara può essere davvero misurato da un esame?
«All’inizio era solo un’idea. Forse un sogno troppo folle per essere preso sul serio. […] Poi, a un certo punto, ha trovato un nome: Strade Maestre.»
La scuola che cammina offre uno sguardo sul primo anno di questa esperienza: un viaggio lungo l’Italia in cui camminare, imparare e vivere insieme diventano parte dello stesso percorso.



