Sanihelp.it – Il medulloblastoma è il più frequente tumore cerebrale maligno solido in età pediatrica, che origina nel cervelletto, una struttura localizzata alla base del cervello responsabile di diverse attività, tra le quali la coordinazione dei movimenti e l’equilibrio. Colpisce prevalentemente i bambini, con un’incidenza di circa 7 casi per milione in Italia, ma può riscontrarsi anche negli adulti. I bambini maggiormente a rischio di sviluppare questa neoplasia sono quelli affetti da alcune malattie genetiche. Esistono diversi tipi di medulloblastoma, che vengono classificati a seconda di come si presentano al microscopio (classificazione istologica) e alle alterazioni genetiche. Alcuni sintomisono spesso simili a quelli di altre patologie meno gravi: mal di testa, nausea, vomito, mentre altri sono più gravi, come difficoltà di coordinazione di mani, braccia, gambe o piedi, problemi a camminare e nell’equilibrio, difficoltà a sincronizzare i movimenti degli occhi e variazioni nella modulazione della voce. I medulloblastomi tendono a crescere velocemente e a diffondersi nel sistema nervoso centrale.
Parlare di prevenzione è impossibile, in quanto non sono stati osservati fattori di rischio modificabili. Una volta stabilita la diagnosi, con diversi esami tra cui la risonanza magnetica, la tomografia computerizzata e, se possibile, la biopsia, esame medico diagnostico che prevede il prelievo di un piccolo frammento di tessuto o di cellule da un organo, che viene poi analizzato al microscopio, si può pensare al trattamento. La terapia ideale è l’asportazione chirurgica, con lo scopo, che non sempre si raggiunge, di asportare completamente la massa tumorale. A volte il tumore si trova infatti in una zona inaccessibile, o la sua asportazione potrebbe compromettere le funzioni fisiche e cognitive del paziente. Radioterapia e chemioterapia possono completare il trattamento.
Oggi uno studio internazionale a cui hanno partecipato i ricercatori dell’università Sapienza di Roma ha identificato l’enzima coinvolto nella crescita di questa forma tumorale. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Cancer Cell e pongono le basi per lo sviluppo di nuove terapie più efficaci e meno tossiche. Sono stati presi in esame dati clinici e campioni tumorali provenienti da circa 400 pazienti pediatrici affetti da medulloblastoma, per analizzarne il DNA, l’RNA messaggero, le proteine e i metaboliti presenti nella cellula. I risultati dello studio individuano una nuova vulnerabilità metabolica nei sottotipi più aggressivi di medulloblastoma, e per gli autori gettano le basi per sviluppare strategie terapeutiche mirate, con miglioramento dell’efficacia dei trattamenti e riduzione degli effetti collaterali nei pazienti pediatrici.
Medulloblastoma, un tumore tipico dell’età pediatrica



