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Coltivare la felicità ogni giorno con 5 semplici azioni

Sanihelp.it – A volte ci facciamo un’idea sbagliata della felicità… Per alcuni sarebbe quello stato di beatitudine totale in cui fluttuare, liberi da ogni vincolo, preoccupazione o tristezza. Un miraggio, dunque. Un’illusione. Un obiettivo impossibile da raggiungere. E fortunatamente!


Perché non abbiamo forse bisogno anche di asperità da smussare, di piccoli ostacoli da superare, di legami da riparare, di tutte quelle piccole vittorie che ci scaldano il cuore e ci fanno andare avanti.

In che modo i nostri blocchi influenzano i comportamenti quotidiani?

Ogni pensiero segue un percorso neuronale nel cervello. I neurologi hanno dimostrato che più ripetiamo un pensiero, specie se carico di emozioni, più quel sentiero si allarga. La buona notizia è che, grazie alla plasticità cerebrale, il nostro cervello può creare nuove connessioni per tutta la vita. Possiamo smantellare le convinzioni limitanti, cambiare i pensieri fissi. È come tracciare nuove strade mentali che portano a una vita più allineata.

Le convinzioni sono barriere invisibili che erigiamo noi stessi. Spesso sono meccanismi di protezione nati dal passato che ci impediscono di cogliere opportunità e di crescere. Agiscono in silenzio, a meno che non ci prendiamo il tempo di metterle in discussione

La ricerca della perfezione è nemica della felicità?

L’optimalismo, Concetto introdotto da Tal Ben-Shahar (Harvard), è una visione ancorata al reale. A differenza del perfezionista che rifiuta il fallimento, l’optimalista lo accoglie come una tappa preziosa. Fallire è l’occasione per ricominciare in modo diverso. Adottare l’optimalismo significa scambiare la ricerca della perfezione con quella del progresso.

Fissando standard troppo elevati, rischiamo di vivere con la paura del fallimento come compagna di viaggio, rifiutando la realtà e cercando di controllare tutto per rassicurarci.

Qual è la differenza tra coraggio e audacia?

L’audacia ci aiuta a uscire dalla zona di comfort Il coraggio è tenere duro; l’audacia è osare avanzare. Il coraggio è una forza interiore per affrontare il pericolo o il dolore (spesso subito). L’audacia invita a iniziare un movimento, a creare il nuovo. A differenza dell’impulsività, l’audacia è un atto riflesso. Dietro ogni slancio audace si nasconde un cuore che trema un po’, ma sceglie di andare avanti comunque.


Essere audaci significa agire con piena consapevolezza dei rischi. L’audace non fugge l’ignoto, lo accoglie come uno spazio di apprendimento. È la fiammella interiore che spinge a vivere una vita scelta piuttosto che imposta.

Come agiscono le piccole gioie sul benessere?

Il senso di meraviglia amplifica l’altruismo, stimola la generosità e apre la mente. Attenua l’individualismo e nutre la creatività. Grazie alle emozioni positive che genera, ha effetti benefici sulla salute emotiva e fisica, offrendoci la prospettiva di far parte di qualcosa di più grande di noi.

La meraviglia è un sentimento di ammirazione che ci riconnette alla bellezza del reale. Non è riservata alle grandi occasioni: è una disposizione dello spirito che possiamo coltivare con piccoli rituali quotidiani.

Come influisce il rancore sul benessere?

Perdonare non significa scusare l’altro, ma “sganciarsi”. Quando proviamo risentimento, siamo come pesci attaccati all’amo del rancore. Più tiriamo, più ci facciamo male. Sganciare l’altro da quell’amo permette a noi stessi di liberarci e ritrovare lo slancio per andare avanti, in pace.

Il perdono è un lavoro interiore onesto e dolce sulla propria sofferenza. Significa accettare che non è stato colpito tutto il nostro essere, ma solo una parte vulnerabile. Da questa accettazione inizia il processo di guarigione.

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