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Infezioni sessuali in crescita soprattutto tra le donne

Salute

Sanihelp.it – Nelle scorse settimane l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso i dati che il Sistema di sorveglianza delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) ha raccolto tra il 1 gennaio 1991 e il 31 dicembre 2019. Se fino al 2004 il numero di infezioni sessuali registrato è rimasto sostanzialmente stabile, dal 2005 le segnalazioni hanno subito un incremento del 41,8%.

Tra i dati più interessanti, emerge che negli ultimi 4 anni si è ridotto di circa il 29% il numero di maschi che fanno sesso con maschi con una infezione sessuale in atto, mentre tra il 2000 e il 2019 è aumentato del 23% circa il numero delle donne con infezioni sessualmente trasmesse.

Per quanto riguarda le patologie, le più frequenti rilevate tra il 1991 e il 2019, sono state i condilomi ano-genitali (43%), la sifilide latente (8,2%) e l’herpes genitale (7,2%). Negli ultimi quattro anni si è però osservata una riduzione del numero di casi di condilomi ano-genitali, molto probabilmente attribuibile alle campagne vaccinali anti-HPV in femmine e maschi.

È invece più che raddoppiato, negli ultimi quindici anni, il numero di donne con herpes genitale. Negli ultimi cinque anni anche i casi di gonorrea sono duplicati e tra il 2008 e il 2019 sono aumentati di 4 volte i casi di clamidia che, solo nel 2019, ha fatto registrare un +33% rispetto al 2017. Da segnalare infine come, tra le persone con una infezione sessualmente trasmessa confermata nel 2019, la prevalenza di infezione da HIV è circa quaranta volte più alta di quella stimata nella popolazione generale italiana.

Alla luce di quanto emerso l’Istituto Superiore di Sanità ventila una serie di azioni possibili e auspicabili tra cui: incrementare le attività di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili (cioè far conoscere sintomi, segni e complicanze); favorire la diagnosi e il trattamento precoce delle infezioni sessuali facilitando l’accesso ai servizi sanitari attraverso un Percorso Integrato di Cura (PIC) della persona a rischio di o con IST; migliorare il contact tracing delle persone con IST e promuovere la terapia del partner; favorire la diagnosi precoce di clamidia attraverso l’offerta del test in donne giovani, anche se asintomatiche, in particolare se pluripartner; educare alla salute sessuale attraverso le Regole del Sesso Sicuro che prevedono un uso corretto del profilattico, una riduzione del numero dei partner sessuali, un consumo consapevole dell’alcool evitando l’uso di sostanze stupefacenti; sostenere la prevenzione primaria favorendo la vaccinazione contro HPV, epatite B, epatite A; incrementare nella popolazione generale la consapevolezza del ruolo delle infezioni sessuali nella trasmissione/acquisizione dell'HIV e aumentare l’offerta attiva e l’effettuazione del test HIV tra le persone con una IST.

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