Sanihelp.it – Nelle scorse settimane, in occasione della – Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità celebrata il 3 dicembre, Escort Advisor, sito di recensioni di escort in Europa, ha deciso di richiamare l’attenzione sull’importanza della sessualità nella vita delle persone disabili, tracciando al contempo un bilancio aggiornato sulle professioniste che scelgono di offrire servizi a persone con disabilità.
Grazie al filtro presente sul sito Escort-advisor.com, infatti, gli utenti possono selezionare solo le sex worker che indicano esplicitamente la disponibilità a incontrare clienti disabili. Grazie a questi dati è possibile tracciare una mappatura delle province italiane per percentuale di professioniste che accettano appuntamenti con persone con disabilità.
Il territorio con la maggiore incidenza è la provincia di Campobasso, dove il 40% delle escort con profilo attivo specifica questa disponibilità. Seguono Pordenone (39%) e Reggio Calabria (36%). Tra le grandi città, Milano e Roma registrano entrambe un 22% di sex worker che dichiarano di lavorare con clienti disabili.
Per quanto riguarda i servizi a domicilio, fondamentali per chi ha difficoltà motorie, emerge un quadro diverso: la provincia più attiva è Udine, dove il 20% delle professioniste raggiunge direttamente clienti con disabilità fisiche. Seguono Genova (15%) e Valle d’Aosta (13%). Anche qui Milano (7%) e Roma (8%) mostrano valori analoghi.
Cambia ancora lo scenario considerando le escort disponibili a incontrare clienti con disabilità psichiche: al primo posto c’è Pordenone (11%), seguita da Campobasso (10%) e Napoli (7%). In molte province, tuttavia, non risulta alcuna escort con questa specifica disponibilità.
La percentuale scende ulteriormente quando si analizzano le sex worker che, oltre a ospitare, si rendono disponibili anche a raggiungere clienti con disabilità psichiche o cognitive. Una riduzione significativa, spiegabile con comprensibili timori legati alla sicurezza personale, non potendo avere tutele riconosciute per il delicato servizio che potrebbero offrire.
«Proprio questa evidenza mette in luce la necessità urgente di un intervento normativo capace di offrire tutele adeguate alle sex worker garantendo loro la possibilità di operare in sicurezza» afferma in una nota Escort Advisor. «Molte sex worker mostrano già una grande sensibilità nel lavorare con persone con disabilità, ma senza un quadro normativo chiaro operano spesso in condizioni di rischio. Percorsi formativi specifici, riconosciuti e regolamentati, permetterebbero alle professioniste di acquisire competenze adeguate e di lavorare in maggiore sicurezza, offrendo un supporto reale e rispettoso a chi oggi non ha alternative. Una parte delle sex worker già svolge questo ruolo, ora che le professioniste del settore sono identificate fiscalmente anche dal codice ATECO 969992 è il momento di riconoscere e valorizzare questo contributo con strumenti ufficiali, oltre stigma e pregiudizi legati al settore».
Luana Absoluta, escort di Brescia, testimonia: «Attraverso il sito mi cercano diverse persone con disabilità, e alcune sono diventati clienti fissi, io memorizzo i loro nomi associati alla disabilità così so quello di cui hanno bisogno per sentirsi a proprio agio e superare in primis difficoltà di movimento o anche verbali. Queste persone hanno indubbiamente problemi ad instaurare rapporti intimi, si vergognano e hanno paura del giudizio altrui, con una escort possono affrontare il momento intimo con più tranquillità, non si sentono giudicati ma ascoltati e guidati».
«La sensibilizzazione verso il tema promossa da Escort Advisor è molto importante» commenta Roberto Garlaschi, portavoce dell’associazione D_People odv (Disable_People odv), ente del terzo settore che tutela e promuove il rispetto dei diritti fondamentali delle persone disabili e fragili. «Auspichiamo che possa contribuire al difficile e tortuoso percorso delle persone con disabilità verso l’inclusione e l’affermazione dei loro diritti fondamentali».



