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Come si fa il bagno derivativo

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Pubblicato il: 31-03-2008

Gesti semplici e poco impegnativi, da ripetere ogni giorno, promettono benessere e salute a tutte le età e senza contronidicazioni

Sanihelp.it - Per descrivere la pratica del bagno derivativo bastano due parole, che corrispondono ai suoi due elementi costitutivi: la frizione e il rinfrescamento.

La pratica consiste nel rinfrescare con acqua la parte più bassa delle due pieghe dell’inguine su ciascun lato, tanto nell’uomo quanto nella donna. A tale scopo, si prende una spugna o un pezzo di stoffa naturale e lo si fa scorrere delicatamente dopo averlo immerso in acqua fresca, con un gesto continuo avanti e indietro che parte da ciascun lato del pube e scende fino al livello dell’ano. 

Tutto il resto del corpo deve essere ben coperto, con particolare attenzione ai piedi, che devono essere caldi. Anche la temperatura dell’acqua deve essere fresca ma non gelida. L'atmosfera dell'ambiente in cui si pratica deve essere calda e accogliente: non bisogna semplicemente non avere freddo, ma sentire abbastanza caldo.

Generalmente il bagno derivativo viene effettuato seduti sul bidet, ma senza immergere i glutei.
Il bagno derivativo può essere ripetuto tutti i giorni fino a due volte al giorno, lontano dai pasti, per un minimo di 10 minuti e un massimo di un’ora (negli adulti), in un crescendo di tempo costante. 

Si può eseguire a tutte le età, inclusi i neonati: occorre però essere in condizioni di salute ottimali, e per questo è consigliabile parlarne prima con il proprio medico di fiducia.


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Il bagno derivativo

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