Sanihelp.it – Sono più di 15 mila i giovani tra gli 11 e i 24 anni che hanno aderito all’Osservatorio Giovani e Sessualità, la ricerca realizzata da Durex in collaborazione con Skuola.net per indagare il rapporto di preadolescenti, adolescenti e giovani adulti con la sessualità e l’affettività. Dall’indagine emerge un quadro non roseo, con un approccio sempre più precoce alla sessualità, correlato ad una debole percezione del rischio e connesso a comportamenti sessuali poco consapevoli.
Il 34% dei giovani coinvolti nell’osservazione afferma infatti di aver avuto il primo rapporto sessuale tra i 15 e i 16 anni, ma c’è anche chi dichiara di aver avuto la sua prima esperienza prima dei 13 anni (8%) in aumento rispetto al passato. Il dato si fa ancor più significativo analizzando i comportamenti dei non-binary, con il 28,5% degli intervistati che dichiara di aver avuto il primo rapporto tra gli 11 e i 12 anni.
A preoccupare è il fatto che l’approccio così precoce risulta accompagnato da comportamenti molto spesso a rischio: tra gli intervistati, meno di un giovane su due (46%) utilizza sempre il preservativo, in peggioramento rispetto al passato (nel 2018 si proteggeva il 57%), mentre oltre il 35% ritiene il coito interrotto un metodo efficace contro gravidanze indesiderate o Infezioni Sessualmente Trasmesse, con le percentuali più elevate tra i giovanissimi (11-13 anni). E anche se la consapevolezza in merito all’inefficacia del coito interrotto sembra crescere con l’età, ciò non pare un deterrente al suo utilizzo.
La scarsa consapevolezza sui rischi per la propria salute e per quella altrui è accompagnata poi dalla mancata adesione a programmi di prevenzione e di screening: il 64% dei giovani intervistati non si è infatti mai rivolto a specialisti (ginecologi, andrologi). Fra i maschi la percentuale è ancora più alta: addirittura il 73% spiega di non aver mai varcato la soglia di uno specialista nelle condizioni che riguardano la sfera sessuale e riproduttiva maschile.
La situazione è infine ulteriormente aggravata dallo scarso confronto e dialogo. I giovani, infatti, non sembrano sentirsi a loro agio nell’affrontare questa tematica con la famiglia: il 47% dichiara di rivolgersi ad internet per chiarire i dubbi in ambito affettivo e sessuale (e non solo, ovviamente) e la maggior parte lo fa o per l’imbarazzo di chiedere a qualcuno o perché non sa a chi rivolgersi, con il rischio di esporsi a fake news, informazioni sbagliate e fuorvianti. Solo l’8% si rivolge ai genitori – con percentuali in calo negli ultimi tre anni – il 6% al medico e il 4% ai semi-scomparsi consultori. Il 12% chiede aiuto agli amici o, semplicemente, non chiede a nessuno (soprattutto a 11- 13 anni).
Come correre ai ripari? L’educazione affettivo e sessuale dovrebbe essere la principale misura da introdurre per arginare gli effetti collaterali di un approccio alla sessualità sempre più inconsapevole. Anche il 51% dei giovani la vorrebbe obbligatoria nelle scuole (il 43% opzionale e solo un 6% è contrario), ma proprio in ambito scolastico, risulta ancora scarsa: solo poco più della metà degli studenti coinvolti (53%) afferma di aver parlato di sessualità, contraccezione e prevenzione a scuola e il 35% di questi spiega di aver ascoltato cose che già conosceva. Soltanto nel 18% dei casi incontri e lezioni sono stati molto utili, mentre per circa l’altra metà di studenti (47% complessivo) questi argomenti sono rimasti del tutto fuori dalle aule.
L’influenza positiva delle iniziative di educazione sessuale è confermata anche dai dati dell’Osservatorio: tra coloro che hanno parlato di sessualità a scuola c’è maggiore consapevolezza in merito alle infezioni sessualmente trasmissibili e all’efficacia del preservativo come strumento di prevenzione. Così come è maggiore, in questo contesto, la consapevolezza circa gli altri metodi contraccettivi, come il coito interrotto, meno utilizzato e ritenuto non efficace, proprio da coloro che hanno avuto la fortuna di trattare il tema all’interno del percorso scolastico. Risulta quindi necessario promuovere sempre più un dialogo aperto con famiglia, educatori, esperti ed istituzioni sfidando tabù e pregiudizi, nonché aumentare gli interventi di educazione, informazione e sensibilizzazione – a partire dal contesto scolastico – alla salute, alla prevenzione, alle emozioni e al rispetto reciproco, diffondendo la cultura del preservativo come atto di amore verso sé stessi e gli altri ed aiutando i giovani di oggi ad affrontare con serenità la propria vita affettiva e a diventare adulti sessualmente consapevoli e sani.


