Sanihelp.it – Lodovica Comello è diventata mamma in pieno lockdown, dando alla luce Teo il 16 marzo del 2020. Già durante la gravidanza la giovane attrice, cantante e conduttrice aveva lanciato un podcast, chiamato L’Asciugona, in cui ha affrontato prima gioie e dolori della gestazione, per passare poi a croci e delizie della maternità, continuando a riscuotere molto successo.
Proprio sul suo essere mamma e su come le è cambiata la vita dopo esserlo diventata, ha recentemente rilasciato una intervista a Vanity Fair, in cui si dipinge come «un fuscello d’erba che danza nel vento. So di essere totalmente imperfetta», aggiungendo «la maternità ha tirato fuori il lato più insicuro di me, mi sento sempre in difetto: prima perché non riuscivo ad allattarlo, poi perché ho fallito con l’autosvezzamento, ora perché è un cavallo imbizzarrito che talvolta fatico a gestire».
Difficoltà in cui molte mamma forse si riconoscono e anche questo potrebbe spiegare il successo del podcast, giunto ormai alla quarta edizione. « Tante mamme mi hanno scritto che le faccio sentire meno sole» conferma la stessa Comello che non nasconde anche gli ostacoli dei primissimi tempi con il figlio, quando «c’erano momenti in cui non desideravo neanche tenerlo in braccio. Ero sconvolta da un allattamento che non partiva. E non riuscivo a fare pace con il desiderio di Teo di stare sempre attaccato. Sentivo l’estremo bisogno di un po’ di spazio per me, ma eravamo in pieno lockdown e non potevo uscire. Andavo nell’altra stanza, lo sentivo strillare e mi sembrava di impazzire. È stato un inizio duro, piangevo spesso».
Ha parlato anche di una sorta di annullamento di sé sotto vari profili, compreso quello lavorativo (ma ora sta per tornare alla conduzione radiofonica) e dei cambiamenti nella vita di coppia, senza nascondere di «aver fatto molta difficoltà a ricominciare» il sesso con il marito, temendo che lui «scappasse e non tornasse mai più». Ma così non è stato e Tomas Goldschmidt è anche un padre modello: «Nell’accudimento di nostro figlio siamo interscambiabili. Sarà perché Teo è nato in tempo di pandemia: i primi mesi eravamo solo noi due a fare tutto, e così abbiamo continuato».
Ci sarà un secondogenito? «Probabilmente un secondo lo farò, quando non lo so. Lo desidero molto, soprattutto per Teo, ma la sola idea di ricominciare mi terrorizza» rivela candidamente.


