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Non è bello…

Il senso del bello

Sanihelp.itCi si chiede spesso cosa significhi "bello". Quello di bellezza infatti è un concetto che può avere varie definizioni e che può essere approcciato da diverse angolature. La percezione e la valutazione della bellezza nel tempo, come sono cambiati? È a questa domanda che abbiamo cercato di rispondere con l'aiuto della dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico, Direttrice Sanitaria di AESTHEMEDICA a Ferrara. 


Cosa significa bellezza oggi e perché continua a essere un concetto così centrale per il pubblico femminile?

Dott.ssa Mazzotta: la bellezza è un concetto in costante evoluzione, strettamente connesso alla cultura e all’epoca in cui viviamo. Oggi, forse più che mai, la bellezza è sia un ideale estetico che un valore sociale. È centrale perché contribuisce all’autostima, alla percezione di sé e al modo in cui si viene percepiti dagli altri. Specialmente per le donne, la bellezza è spesso collegata al benessere interiore e alla sicurezza in sé stesse.

Come sono cambiati i canoni estetici della bellezza nel corso delle epoche?

Dott.ssa Mazzotta: ogni epoca ha avuto i suoi ideali. Nell’Antica Grecia, ad esempio, la bellezza era sinonimo di equilibrio e proporzione; il corpo atletico rappresentava la perfezione. Nel Rinascimento, invece, si apprezzavano le forme più morbide e piene, simbolo di salute e prosperità. Nel Novecento, con l’avvento della moda e del cinema, sono emersi nuovi modelli come il fisico slanciato degli anni ’60 o la figura curvy degli anni ’50. Oggi, viviamo un periodo di diversificazione grazie anche ai social media, che promuovono un’estetica più variegata e meno uniforme.

Esistono criteri scientifici per definire la bellezza? Come la scienza contribuisce alla percezione della bellezza?

Dott.ssa Mazzotta: assolutamente si. La bellezza non è solo questione di gusto personale; esistono parametri scientifici, come le proporzioni auree e la simmetria, che influenzano la percezione di un volto armonioso. La scienza ci aiuta anche a capire perché certi tratti siano universalmente considerati belli. Per esempio, la simmetria è spesso associata a un buono stato di salute e genetico. Nella medicina estetica, lavoriamo per rispettare e valorizzare queste proporzioni, contribuendo a restituire armonia al viso e al corpo senza alterare l’unicità dell’individuo.


Qual è il ruolo della medicina estetica nel plasmare l’idea di bellezza oggi?

Dott.ssa Mazzotta: la medicina estetica ha un ruolo fondamentale, specialmente in un’epoca in cui il benessere esteriore è percepito come parte integrante del benessere interiore. Le persone non cercano più solo interventi drastici ma trattamenti mirati per esaltare i loro tratti naturali. Ad esempio, un viso più fresco, uno sguardo luminoso o una pelle più tonica possono fare la differenza e migliorare la percezione di sé. La medicina estetica, oggi, è molto più personalizzata e naturale, rispettando i lineamenti originali e puntando su trattamenti poco invasivi.

I media hanno un ruolo nella definizione degli standard di bellezza?

Dott.ssa Mazzotta: certamente. La bellezza è anche un fenomeno culturale e sociale. Televisione, cinema, pubblicità e oggi i social media dettano gli standard di bellezza, influenzando la percezione del nostro aspetto e dell’ideale da raggiungere. I media possono avere effetti positivi, come promuovere la cura di sé, ma anche effetti negativi, come l’ossessione per la perfezione. È importante sensibilizzare su questi temi per incoraggiare una visione equilibrata della bellezza.

Come ha inciso l’avvento dei social media sulla percezione della bellezza?

Dott.ssa Mazzotta: i social media hanno completamente rivoluzionato il nostro rapporto con la bellezza. Oggi, le persone si confrontano costantemente con immagini idealizzate, spesso alterate da filtri e ritocchi digitali, che possono influenzare negativamente l’autostima. È un fenomeno che in medicina estetica chiamiamo »dismorfia da selfie», dove il desiderio di apparire sempre perfetti online può portare a richieste eccessive. Questo ci spinge a educare i pazienti, spiegando l’importanza di un approccio sano e realistico alla bellezza.

Come vede il futuro della bellezza? Stiamo andando verso una bellezza più inclusiva?

Dott.ssa Mazzotta: decisamente sì. Le nuove generazioni stanno ridisegnando i canoni estetici, abbracciando una visione della bellezza più diversificata e inclusiva. Non esiste più un solo modello, ma tanti modelli, ognuno con la sua unicità. In medicina estetica, questo si traduce in trattamenti sempre più personalizzati, che non puntano alla perfezione stereotipata, ma a valorizzare la bellezza autentica. La sfida è aiutare le persone a sentirsi belle nella loro pelle, senza inseguire standard irraggiungibili.

Un ultimo consiglio per chi vuole sentirsi piu a suo agio con se stesso?

Dott.ssa Mazzotta: la bellezza è uno stato mentale prima di tutto. Il mio consiglio è quello di prendersi cura di sé in modo sano e consapevole, scegliendo trattamenti che rispettino la propria unicità. La bellezza esteriore può essere importante, ma non deve mai diventare un’ossessione. Bisogna imparare a guardarsi con gentilezza e a valorizzare i propri tratti distintivi. Solo così si può costruire un rapporto positivo con la propria immagine, che va ben oltre gli standard imposti dalla società.

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