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Medicina estetica, mai fare sconti sulla sicurezza

Sanihelp.it -Il 17 settembre si è celebrata la Giornata mondiale per la sicurezza del paziente, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 2026 il tema scelto dall’OMS è “Safe care for noncommunicable diseases”, accompagnato dallo slogan “Safe care for life!”: un richiamo a considerare la sicurezza non come un singolo atto, ma come un principio che deve accompagnare l’intero percorso assistenziale.


Un concetto particolarmente interessante se applicato alla medicina estetica, dove generalmente non ci troviamo di fronte a una malattia da curare, ma a una persona che desidera modificare o migliorare un aspetto di sé. Filler, botulino, laser e altri trattamenti di medicina estetica non sono semplici servizi beauty: sono atti medici. E la sicurezza comincia prima del trattamento.Prima di decidere, ecco 7 domande che ogni paziente dovrebbe sentirsi libero ed incoraggiato a rivolgere al medico.

E cosa vuol dire sicurezza in medicina estetica? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Laura Mazzotta Medico estetico specialista in igiene e medicina preventiva e nutrizione clinica presso Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara. Queste le domande che ci si dovrebbe sempre fare prima di approcciare la scelta di un trattamento:
  • Questo trattamento è davvero indicato per me? Non tutto ciò che desideriamo è necessariamente adatto al nostro viso, alla nostra pelle o alla nostra situazione clinica.
  • Quale risultato posso realisticamente aspettarmi? Fotografie, filtri e immagini viste sui social non possono diventare una promessa di risultato. Ogni persona ha caratteristiche anatomiche differenti.
  • Quali sono i rischi e i possibili effetti indesiderati? Anche una procedura estetica correttamente eseguita può avere effetti collaterali e complicanze. Conoscerli fa parte di una scelta consapevole.
  • Esistono alternative? Il trattamento richiesto non è sempre l’unica soluzione. Potrebbero esserci procedure differenti, oppure potrebbe essere preferibile non intervenire.
  • Che prodotto, farmaco o dispositivo verrà utilizzato? È legittimo chiedere informazioni su ciò che viene impiegato e, quando pertinente, sulla sua tracciabilità.
  • Cosa devo fare dopo il trattamento e quali segnali devono preoccuparmi? Il follow-up fa parte della sicurezza. Il paziente deve sapere cosa è normale aspettarsi, quando contattare il medico e a chi rivolgersi in caso di necessità.
  • Perché voglio davvero questo trattamento? È forse la domanda più importante. Lo desidero per me oppure sto cercando di assomigliare a un’immagine filtrata, a un’influencer o a una versione digitale di me stessa?

La sicurezza in medicina estetica nasce dall’incontro tra un medico competente e un paziente consapevole.

La Giornata mondiale per la sicurezza del paziente ci offre l’occasione per ricordare un principio che in medicina estetica non dovrebbe mai essere dato per scontato: un trattamento estetico rimane un atto medico e deve essere affrontato con la stessa cultura della sicurezza che chiediamo in ogni altro ambito sanitario.
La prevenzione comincia dalla scelta consapevole. Prima di sottoporsi a una procedura è importante verificare di affidarsi a un medico adeguatamente formato e a una struttura sanitaria appropriata, chiedere informazioni sul trattamento proposto, raccontare senza omissioni patologie, terapie farmacologiche, allergie e procedure effettuate precedentemente. È altrettanto importante chiedere quali risultati siano realisticamente ottenibili, quali siano i possibili effetti indesiderati e le complicanze, cosa fare dopo il trattamento e chi contattare nel caso qualcosa non proceda come previsto.
Non bisogna avere paura di fare domande. Un paziente informato non è un paziente “difficile”: è un paziente che partecipa alla propria sicurezza. È un principio perfettamente in linea con l’approccio promosso dall’OMS, che considera il coinvolgimento delle persone una componente fondamentale della qualità e della sicurezza delle cure.
Ma vorrei aggiungere un’ultima forma di prevenzione, particolarmente importante in medicina estetica: imparare a interrogarsi anche sul motivo per cui desideriamo cambiare qualcosa del nostro aspetto. Se quella richiesta nasce dal confronto continuo con immagini filtrate, dal desiderio di assomigliare a qualcun altro o dalla convinzione che modificare il viso possa risolvere un disagio molto più profondo, forse il primo trattamento di cui abbiamo bisogno non è necessariamente quello che avevamo immaginato.
Il medico deve avere il coraggio di riconoscerlo e il paziente dovrebbe poter trovare dall’altra parte qualcuno disposto a dirglielo.
Perché la buona medicina estetica non è quella che esegue il maggior numero di procedure. È quella che sa scegliere quando trattare, come trattare e anche quando non trattare. Se dovessi riassumere il concetto di sicurezza in una sola frase direi quindi: il trattamento più sicuro non è semplicemente quello tecnicamente ben eseguito, ma quello giusto, sulla persona giusta, nel momento giusto e per la ragione giusta.

E ricordiamoci che un bravo medico non è quello che dice sempre sì. A volte saper dire “questo trattamento non è indicato per lei” è il più importante degli atti di cura.

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