Sanihelp.it – «Benvenuta al centro del nostro mondo, Tove Jane McDowell. Le parole non esprimeranno mai la nostra infinita gratitudine per la nostra incredibile madre surrogata e per tutti coloro che ci hanno aiutato lungo il percorso. Ti amiamo fino alla luna e ritorno». Con queste parole pubblicate il 31 gennaio sul proprio profilo Instagram, a corredo di una foto della piccola nella culla, l’attrice Lily Collins, figlia del celebre musicista Phil, ha annunciato che lei e il marito, il regista Charlie McDowell, sono diventati per la prima volta genitori.
Molti chiaramente sono rimasti sorpresi dall’annuncio visto che l’interprete di Emily in Paris non è mai apparsa col pancione, ma, come si legge già nell’annuncio, il lieto evento è stato possibile ricorrendo alla maternità surrogata. Tante sono state anche, come è naturale, le congratulazioni e i messaggi di sostegno alla coppia.
La scelta, però, ha suscitato anche più di una polemica tra i follower della star: c’è chi per esempio l’ha accusata di aver comprato un bambino (chiedendo sarcasticamente dettagli per fare altrettanto) e chi ha dichiarato che sarebbe stato meglio optare l’adozione. «La normalizzazione di tutto questo fa così paura» ha poi commentato un’altra persona.
A tutti ha scelto di rispondere direttamente via social lo stesso McDowell: «Grazie per tutti i messaggi gentili e l'amore. Siamo felicissimi e molto grati. Per quanto riguarda i messaggi poco gentili sulla maternità surrogata e sul nostro percorso verso l’avere un bambino: va bene non essere un esperto di maternità surrogata; va bene non sapere perché qualcuno potrebbe aver bisogno di una madre surrogata per avere un figlio; va bene non conoscere le motivazioni di una surrogata, indipendentemente da ciò che si presume. Va anche bene dedicare meno tempo a vomitare parole di odio nel mondo, soprattutto nei confronti di una bellissima bambina che ha portato tanto amore nella vita delle persone. Per ora è tutto perché ha appena fatto la cacca e devo cambiarle il pannolino».


