HomeVita di coppiaQuattro credenze sociali che influenzano la sessualità

Quattro credenze sociali che influenzano la sessualità

Società

Sanihelp.it – Il piacere sessuale è un'esperienza umana universale, ma il modo in cui viene percepito, discusso e ricercato è plasmato da miti, stereotipi e credenze culturali profondamente radicati. In tutto il mondo, le narrazioni sociali dettano cosa è considerato accettabile, vergognoso o gratificante quando si tratta di piacere. LELO, azienda che si occupa di prodotti per la vita intima, ha deciso di esplorare e decostruire alcune credenze persistenti che influenzano le visioni moderne sulla sessualità, con l’aiuto della sessuologa Valentina Cosmi.


Il mito della sessualità normale. Molte culture promuovono l'idea che esista un modo giusto di provare piacere, spesso legato ai ruoli di genere tradizionali o alle norme eterosessuali. Tuttavia, sappiamo che la sessualità umana è varia e il piacere è profondamente personale. La nozione di sessualità normale è un costrutto culturale piuttosto che una verità universale e, come ricorda Valentina Cosmi, psicoterapeuta e sessuologa SISP e consulente LELO: «Pensare la sessualità in questi termini ingabbia e costringe gli individui, uomini o donne che siano, a stare in paletti e in categorie che ovviamente non possono rispecchiare le caratteristiche, le inclinazioni e i gusti delle singole persone. In questo modo, non si fa che aumentare la possibilità di sviluppare problemi in ambito sessuale. Un esempio su tutti è l'idea che il rapporto penetrativo pene-vagina sia il rapporto d'élite, da ricercare, a discapito di tutta l'intera variegata gamma di comportamenti sessuali, tutti invece potenzialmente, ugualmente, appaganti».

Il mito degli uomini con pulsioni sessuali più elevate. La convinzione di lunga data che gli uomini abbiano desideri sessuali più forti delle donne ignora la complessità della sessualità femminile. Numerosi studi sulla libido e l'eccitazione rivelano che il desiderio non è dettato dal genere ma influenzato da fattori psicologici, biologici e sociali. «Ancora oggi purtroppo l'idea diffusa è che gli uomini abbiano bisogni fisiologici che difficilmente possono contenere, mentre per le donne lo stereotipo vuole che non sia così» continua l’esperta. «Ciò che c'è di vero è che uomini e donne funzionano in modo diverso: ma non in termini di quantità bensì di qualità e di modalità. Il desiderio femminile ha certamente un andamento più circolare, veicolato ad esempio dalla ciclicità della sessualità femminile, mentre il desiderio maschile ha un andamento più lineare; questo però non significa che gli uni abbiano esigenze e desideri maggiori delle altre, molto dipende invece dalla cultura e dal modo in cui si è stati educati e cresciuti».

Il mito della donna santa o di facili costumi. Questo concetto categorizza le donne in due estremi: la pura e innocente Santa o la Donna di facili costumi apertamente sessuale. Una visione così binaria distorce la realtà della sessualità femminile, che è fluida, multidimensionale e profondamente personale. A questo proposito, la dottoressa Cosmi afferma: «Questa visione così riduttiva alimenta la stereotipia dei ruoli di genere e polarizza la sessualità femminile, eliminando di fatto l'ampio spettro delle sfumature possibili; non da ultimo, fornisce una visione qualitativa di due possibilità, una donna santa e quindi buona versus una donna di facili costumi e quindi, implicitamente, cattiva. Questo stereotipo alimenta l'idea che la donna che trae piacere dai rapporti sessuali, magari con diversi partner, non possa essere una persona positiva, sana o raccomandabile».

Il mito del piacere come un lusso, non una necessità. In molte culture, il piacere sessuale è visto come un lusso piuttosto che come un aspetto fondamentale del benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica dimostra che il piacere sessuale può migliorare la salute mentale e il sistema immunitario e rafforzare le relazioni. Insomma, il piacere è una componente chiave di una vita sana. Conferma Cosmi: «Gli studi internazionali da anni ormai ribadiscono il ruolo fondamentale, sia sul piano fisico che psicologico, che il piacere svolge sulla qualità di vita dell'essere umano. Con il termine piacere non ci riferiamo esclusivamente all'esperienza orgasmica, che in ambito sessuale rappresenta un aspetto importantissimo, ma in modo più ampio ci riferiamo al benessere, alla soddisfazione e al godimento a 360°. Un piacere che coinvolge la persona e che riguarda tutta l'esperienza sessuale e affettiva, non solo l'atto meccanico, prestazionale in sé».


Liberarsi dai miti culturali richiede conversazioni aperte, educazione e celebrazione di esperienze diverse. Con l'evoluzione delle società, molte stanno abbracciando la positività sessuale, rifiutando tabù e sostenendo il piacere come un diritto umano fondamentale. Al centro di questo cambiamento c'è la consapevolezza che il piacere non riguarda solo la gratificazione fisica, ma anche la connessione, l'espressione di sé e il benessere. Sfidando le convinzioni restrittive e abbracciando una visione più inclusiva e informata della sessualità, possiamo creare un mondo in cui il piacere viene celebrato, non umiliato. Dopotutto, la ricerca del piacere è antica quanto l'umanità stessa. È tempo di abbracciarla pienamente e di promuoverla attraverso un'educazione alla sessualità e all'affettività che, almeno in Italia, non può più attendere oltre.

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FonteLELO

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