Sanihelp.it – Il mieloma multiplo è un tumore che origina da alcune cellule del sangue che si trovano nel midollo osseo, il tessuto spugnoso che si trova nella parte centrale di alcune ossa e che produce le cellule del sangue. Nella fase iniziale è possibile che il mieloma non dia alcun sintomo e venga scoperto per caso, per esempio in occasione di analisi del sangue. Se presenti, i sintomi sono: dolore fisso o sensazione di ossa molli in zone particolari del corpo, fragilità ossea, con facilità alla frattura dell'osso, facilità alle infezioni, lividi e sanguinamenti, come sangue dal naso, dalle gengive o mestruazioni abbondanti. Tutti disturbi aspecifici, che possono essere attribuibili anche ad altre malattie, ma che devono consigliare di effettuare una visita medica.
Per la terapia esistono diverse combinazioni di farmaci chemioterapici, come melfalan, prednisone, ciclofosfamide, vincristina, doxorubicina e, più di recente, talidomide, lenalidomide, bortezomib, pomalidomide. Talvolta si può ricorrere alla radioterapia localizzata o, nei casi più gravi, al trapianto di cellule staminali. Per trattare il danno osseo possono essere impiegati i bifosfonati. La prospettiva di vita per il mieloma multiplo migliora costantemente con il tempo e la ricerca in questo campo sta mostrando dei progressi. Recenti studi costituiscono un notevole passo avanti nella gestione della malattia: oltre 2 anni in più di sopravvivenza libera da malattia e una riduzione del 42% del rischio di morte a un follow-up mediano di 39,4 mesi, secondo lo studio Dreamm 7, che ha confrontato la combinazione belantamab mafodotin, bortezomib e desametasone con la terapia attualmente d'elezione costituita da daratumumab, bortezomib e desametasone (DVd) in pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario, già trattati in precedenza e andati in progressione, (gruppo di controllo).
Anche lo studio Dreamm 8 ha valutato l'efficacia e la sicurezza di belantamab mafodotin in combinazione con pomalidomide più desametasone rispetto a bortezomib, pomalidomide e ancora desametasone.
«Nel Dreamm 8 abbiamo osservato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della cosiddetta progression free survival», spiega il prof. Alessandro Corso, Direttore della Struttura Complessa di Ematologia e del Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale di Legnano – ASST Ovest Milanese.
Queste terapie presentano anche il vantaggio di poter essere somministrate in Day Hospital, senza necessità di ospedalizzazione.



