HomeSalute BenessereTumoriÈ vero che vegetariani e vegani sono meno soggetti a tumori?

È vero che vegetariani e vegani sono meno soggetti a tumori?

Sanihelp.it – Le malattie cardiovascolari e i tumori sono le cause principali di morte e di disabilità nel mondo. Tra i fattori di rischio modificabili uno è senz’altro l’alimentazione, in quanto è ormai noto che un’alimentazione quotidiana con uno scarso consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, con invece un alto consumo di carne, soprattutto rossa e processata, di sale, zucchero e cereali raffinati è sicuramente da rivedere. Per valutare l’associazione tra diversi modelli alimentari e l’incidenza di alcuni tipi di tumore, un gruppo internazionale di ricercatori ha costituito il Cancer Risk in Vegetarians Consortium, un’iniziativa di ricerca internazionale, istituita nel 2019 e guidata dalla Cancer Epidemiology Unit dell’Università di Oxford. Si tratta di un Consorzio di Ricerca che riunisce dati provenienti da nove studi prospettici condotti in tre continenti (Europa, USA, Asia), e analizza i dati di oltre 1,8 milioni di partecipanti, inclusi circa 100.000 vegetariani. La ricerca divide i partecipanti in consumatori di carne, mangiatori di pollame, pescetariani, vegetariani e vegani. I consumatori di carne sono coloro che assumono carne rossa e/o trasformata abitudinariamente; i consumatori di pollame mangiano solo carne di pollo e i pescetariani solo pesce, mentre i vegetariani consumano solo latticini e/o uova e i vegani escludono qualsiasi alimento di origine animale. I ricercatori hanno constatato che il rischio di tumore del colon-retto aumenta con il consumo di carne lavorata ed è probabilmente associato anche alla carne rossa non lavorata. Gli scienziati hanno osservato inoltre che, rispetto ai consumatori di carne, il rischio era inferiore del 15% nei pescetariani e nei vegetariani e superiore del 40% nei vegani. Questo aumento è difficile da interpretare, considerando anche che i vegani presentano il consumo più basso di alcol, un fattore di rischio noto per il tumore colorettale, e il più alto apporto di cereali integrali e fibre, associati a una riduzione del rischio, quindi si tratta di un’altra causa, per esempio una ridotta introduzione di calcio, il che fa pensare che calcio e latticini abbiano un effetto protettivo nei confronti di questo tumore. Se consideriamo il tumore dell’esofago, notiamo nei vegetariani un rischio quasi raddoppiato rispetto ai consumatori di carne, che potrebbe essere legato a un minore apporto di alcuni nutrienti più abbondanti negli alimenti di origine animale. Altri due aspetti interessanti sono infine emersi dal confronto tra carnivori: i pescetariani mostrano un rischio inferiore di tumore al seno, al rene e all’intestino rispetto agli altri due gruppi; chi consuma pollame (ma non carne rossa o lavorata) e i vegetariani presentano invece un rischio inferiore di tumore alla prostata. Per il tumore della mammella, il rischio risulta leggermente più basso nelle pescetariane e nelle vegetariane. Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi per chiarire le cause di queste associazioni, in quanto la famigliarità e l’obesità costituiscono altri fattori di rischio che non sono stati forse sufficientemente valorizzati in queste ricerche.


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