HomeVita di coppiaDisfunzione erettile psicogena: in uomini giovani può regredire con un farmaco

Disfunzione erettile psicogena: in uomini giovani può regredire con un farmaco

Sanihelp.it – La disfunzione erettile psicogena negli uomini giovani può regredire attraverso un trattamento farmacologico a breve termine. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Urological Research Institute dell’Ospedale San Raffaele IRCCS di Milano, finanziato dalla Fondazione Amici di URI ETS (ente senza scopo di lucro nato per promuovere la ricerca scientifica in ambito urologico e oncologico) e pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Sexual Medicine.


Lo studio ha analizzato i dati di 96 pazienti di età inferiore a 50 anni che si rivolgevano per la prima volta al centro per disfunzione erettile di origine psicogena e ai quali è stato prescritto un trattamento quotidiano con un farmaco della classe dei PDE5i o inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (classe cui appartengono le molecole più famose impiegate nel trattamento per la lotta alla disfunzione erettile). L’obiettivo primario dello studio era valutare la percentuale e i fattori clinici associati al recupero spontaneo della funzione erettile senza necessità del farmaco dopo la sospensione dello stesso.

«A differenza delle forme correlate a cause vascolari, metaboliche o ormonali, la disfunzione erettile psicogena è prevalentemente associata ad ansia da prestazione, stress e fattori emotivi» spiega Edoardo Pozzi, Urologo e ricercatore URI. «In questi casi si instaura un circolo vizioso che alimenta l’insicurezza e aggrava la disfunzione erettile stessa. La somministrazione quotidiana di questa molecola può rappresentare una possibile opzione terapeutica per gli uomini che preferiscono rapporti sessuali spontanei piuttosto che programmati, contribuendo a interrompere questo circolo vizioso e permettendo al paziente di recuperare fiducia nelle proprie capacità sessuali».

I risultati dello studio mostrano che la maggior parte dei pazienti ha recuperato spontaneamente una funzione erettile normale dopo la sospensione del trattamento. La durata mediana del trattamento è stata di tre mesi. L’analisi ha evidenziato che quasi la metà dei pazienti aveva già recuperato la funzione erettile spontanea dopo tre mesi, con tassi di recupero progressivamente crescenti nei mesi successivi. Il profilo di sicurezza è risultato favorevole: la cefalea è stata l’evento avverso più comune, riportato in una minoranza di pazienti.

I pazienti che hanno risposto peggio al trattamento risultavano essere più anziani, con indice di massa corporea più elevato e punteggi basali della funzione erettile inferiori rispetto a quanti hanno risposto positivamente.

«In conclusione, i dati indicano che lo specifico regime terapeutico utilizzato può essere impiegato come strategia a breve termine nella disfunzione erettile psicogena, consentendone la sospensione dopo il raggiungimento di una funzione erettile normale senza necessità di proseguire il farmaco» conclude Pozzi.

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