Sanihelp.it – La leishmaniosi è una delle malattie più serie che possano colpire il cane. Quando un proprietario scopre che il proprio amico a quattro zampe ne è affetto, una delle prime domande che si pone è proprio questa: quanto vive un cane malato di leishmaniosi? La risposta non è semplice, perché dipende da molti fattori. Quello che sappiamo con certezza è che prevenire è molto più efficace che curare. Oggi, grazie agli strumenti disponibili, è possibile ridurre significativamente il rischio che il tuo cane venga infettato, e proteggere così la sua salute e la sua qualità di vita nel lungo periodo.
Cos’è la leishmaniosi e perché è così pericolosa
La leishmaniosi canina è una patologia infettiva cronica causata da un piccolo parassita, la Leishmania infantum, trasmessa al cane attraverso la puntura del flebotomo, noto anche come pappatacio. Questo insetto, molto più piccolo di una zanzara e quasi silenzioso nel volo, è attivo principalmente nelle ore serali e notturne.
La malattia è considerata la terza patologia trasmessa da parassiti più rilevante al mondo, sia per diffusione che per gravità. In Italia si sta espandendo rapidamente: se un tempo era circoscritta alle zone collinari e costiere del centro-sud, oggi è presente in tutto il Paese, anche nelle regioni settentrionali.
Per scoprire il livello di rischio nella tua zona, puoi consultare la mappa sull’incidenza della leishmaniosi in Italia.
Uno degli aspetti più insidiosi di questa malattia è che può restare silenziosa per molto tempo: il periodo di incubazione può durare anche fino a sette anni. In alcuni casi il cane infetto non sviluppa mai la malattia conclamata, in altri invece i sintomi compaiono progressivamente.
Quanto vive un cane malato di leishmaniosi?
Purtroppo, ad oggi non esistono farmaci in grado di eliminare completamente il parassita dall’organismo del cane. Le terapie disponibili permettono di ridurre i sintomi e rallentare la progressione della malattia, ma non portano alla guarigione. Il cane, anche dopo il trattamento, resta esposto al rischio di ricadute.
La sopravvivenza dipende da diversi fattori: la fase in cui viene diagnosticata la malattia, la risposta individuale del cane, le cure ricevute e la tempestività dell’intervento veterinario. Nei casi più gravi, la malattia può essere letale. Proprio per questo, i veterinari ribadiscono costantemente che la migliore strategia contro la leishmaniosi è la prevenzione, che permette di evitare l’infezione prima che si sviluppi.
Come prevenire la leishmaniosi nel cane
Proteggere il proprio cane dalla leishmaniosi è possibile e ogni proprietario può fare molto. Le azioni più importanti da mettere in atto sono:
Usare prodotti antiparassitari con effetto repellente
Per la leishmaniosi è fondamentale scegliere collari o spot-on (gocce antiparassitarie) che abbiano un effetto repellente riconosciuto, autorizzato dal Ministero della Salute per la riduzione del rischio di trasmissione della malattia. Il repellente impedisce ai pappataci di pungere il cane, interrompendo così la catena di trasmissione.
Adottare precauzioni pratiche quotidiane
Limitare le uscite serali nelle ore in cui i pappataci sono più attivi, tenere il cane al riparo durante la notte, applicare zanzariere con maglie fitte alle finestre (0,4-2 mm) e utilizzare insetticidi ambientali per l’interno sono misure che riducono ulteriormente il rischio.
Parlare con il veterinario
Il medico veterinario è il punto di riferimento principale: può valutare il livello di rischio nella zona di residenza, consigliare il piano di prevenzione più adatto e suggerire se, in aggiunta agli antiparassitari, sia indicata anche la vaccinazione. È inoltre consigliabile sottoporre il cane ad esami sierologici periodici, soprattutto se si vive o si viaggia in aree a rischio.
FAQ sulla leishmaniosi nel cane
Un cane malato di leishmaniosi può guarire completamente?
Attualmente non esistono farmaci in grado di eliminare completamente il parassita dall’organismo del cane. Le terapie disponibili riducono i sintomi e migliorano la qualità di vita, ma non portano alla guarigione definitiva. Il cane resterà sempre a rischio di ricadute.
Il mio cane può trasmettere la leishmaniosi a me o ad altri animali direttamente?
No, la trasmissione diretta da cane a uomo o da cane a cane non è possibile. Il vettore indispensabile è il flebotomo: deve pungere un cane infetto e successivamente pungere un altro animale o l’uomo per trasmettere la malattia. Tuttavia, è importante proteggere anche i cani già infetti con antiparassitari repellenti, per ridurre la possibilità che vengano punti e diffondano la malattia.
Come faccio a sapere se la leishmaniosi è presente nella mia zona?
La malattia è oggi presente in tutta Italia. Il modo migliore per conoscere il livello di rischio nella propria area è consultare il proprio veterinario. È consigliabile sottoporre il cane a un esame sierologico ogni anno, preferibilmente all’inizio della primavera, tra marzo e aprile.
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