Sanihelp.it -Appena conclusosi a Roma, il XIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE) ha presentato le novità in tema di medicina e chirurgia estetica.
Nel mondo la richiesta di interventi di chirurgia estetica cresce del 10% ogni anno, ma si orienta verso procedure sempre meno invasive, in risposta a una domanda sempre più diffusa di risultati naturali, tempi di recupero più rapidi e maggiore sicurezza.
Per quanto riguarda il body contouring, da dieci anni si registra in Italia una inversione di tendenza rispetto alla richiesta di liposuzione chirurgica (-20%), in favore dei device medicali utili per il body shaping come laser, ultrasuoni e radiofrequenze. Ha contribuito a questa flessione nelle richieste anche quello che si può definire il ‘fenomeno Ozempic’, ovvero la diffusione di farmaci per la perdita di peso, che ha spostato la richiesta dei pazienti verso trattamenti meno invasivi di rimodellamento.
Mantiene il primo posto tra gli interventi di chirurgia plastica ai fini estetici più richiesti nel nostro Paese la mastoplastica additiva: si stima siano oltre 70.000 (dati ISAPS Global Survey) le operazioni per aumentare il seno effettuate ogni anno nel nostro Paese. A questi interventi si aggiungono mastoplastica riduttiva, mastopessi, e interventi per risolvere le asimmetrie mammarie. Ecco perché il Congresso AIPCE dedica ogni anno una ampia sezione di approfondimenti scientifici a queste pratiche chirurgiche, invitando le massime eccellenze italiane e internazionali in chirurgia della mammella a condividere la loro esperienza con i partecipanti.
Il secondo intervento più richiesto, al quale è stata dedicata un’ampia sezione del XIII Congresso AICPE, si conferma la blefaroplastica, in modo equamente ripartito tra pazienti donne e pazienti uomini, che ha registrato un aumento di richieste post pandemia di circa +20%. Le stime sono di circa 56.000 (dati ISAPS) interventi all’anno di blefaroplastica in Italia. Al terzo posto troviamo gli interventi per migliorare o correggere i difetti del naso, con una stima di circa 40.000 (dati ISAPS) interventi di rinoplastica ogni anno.
Una sezione centrale del congresso è stata dedicata alla combinazione sempre più stretta tra medicina e chirurgia estetica con l’obiettivo di garantire ai pazienti risultati più armoniosi e personalizzati.
In particolare, nel 90% delle pratiche chirurgiche dedicate al viso l’intervento viene seguito e completato con il ricorso a tecniche di medicina estetica, come iniettivi o tecnologie, utili per rendere i risultati più armoniosi, lavorando sulla qualità della pelle.
Con il boom della medicina estetica, è aumentato anche il numero di professionisti che utilizzano filler e tossina botulinica, con conseguente crescita del rischio di complicanze. Conoscere accuratamente l’anatomia del volto resta il prerequisito fondamentale per garantire la sicurezza del paziente in caso di iniettivi e AICPE continua a investire nella formazione dei chirurghi, offrendo loro corsi dedicati proprio agli approfondimenti in anatomia del volto.
Particolare interesse ha suscitato il tema dell’ AI applicata alla chirurgia plastica. Nuovi sistemi di AI facial assessment e AI facial analysis sono utili per supportare il chirurgo nella pianificazione dell’intervento e nella valutazione del percorso più indicato per il singolo paziente, migliorando l’accuratezza diagnostica e la sicurezza intraoperatoria. L’utilizzo della AI in sala operatoria non è più fantascienza: sistemi sempre più sofisticati di analisi stanno diventando un valido supporto in termini di efficienza e personalizzazione dei percorsi terapeutici.



