Sanihelp.it – Il caldo ha un effetto immediato sull’organismo fin dai primi aumenti di temperatura, ricorda il Ministero della Salute. “Il rischio più grave è il colpo di calore, che può portare al decesso”, sottolinea.
Quali sono i sintomi del colpo di calore?
Quando una persona ha un colpo di calore, può avere la febbre, diventa rossa, la pelle diventa secca, comincia a sudare, lamenta mal di testa perché il cervello si disidrata, e ha la testa che gira. Se la temperatura corporea continua ad aumentare, la persona soffre di nausea e vomito, il che aggrava la situazione. La temperatura elevata può causare convulsioni, o persino una crisi epilettica o uno scompenso cardiovascolare.
Il colpo di calore consiste in un’ipertermia (la temperatura corporea aumenta come quando si ha la febbre) dovuta al calore ambientale e a una disidratazione secondaria alla regolazione di questa febbre alta, e la temperatura corporea molto elevata può causare lesioni.
Colpo di calore: perché questa reazione del corpo?
Se fuori fa molto caldo, il nostro organismo, che si trova a 37°C, viene improvvisamente sottoposto a un forte calore esterno. Questo può fare fatica a regolare la propria temperatura interna. I meccanismi di regolazione della temperatura dell’organismo possono essere sopraffatti. La temperatura corporea può quindi aumentare e superare i 40°C.
Le persone più a rischio di avere un colpo di calore sono i neonati e i bambini, gli anziani e i malati. Le persone che assumono diuretici o beta-bloccanti, farmaci che impediscono la sudorazione o l’accelerazione del battito cardiaco, meccanismi che permettono di regolare la temperatura interna, sono più suscettibili a un colpo di calore, così come coloro che soffrono di nausea e vomito, i quali presentano perdite idriche. Se la persona vomita e non riesce a ingerire nulla, bisogna chiamare il pronto soccorso).
Come reagire in caso di colpo di calore?
Se una persona mostra segni di colpo di calore, i primi gesti da fare sono:
- farla sdraiare,
- spruzzarle dell’acqua sul viso,
- darle da bere e/o proporle un ghiacciolo.
L’obiettivo è far scendere la temperatura.
Un altro rischio legato al caldo
L’iponatriemia rappresenta una complicazione grave spesso misconosciuta: si tratta di una diminuzione della concentrazione di sale nel sangue, che può derivare da un apporto eccessivo di acqua rispetto al sodio (sale), o da un eccesso di perdita di sale rispetto all’eliminazione di acqua. Può essere favorita dall’età, da alcune malattie croniche e da determinati trattamenti farmacologici. (fonte: Ministero della Salute)
Come prevenire il colpo di calore e quanta acqua bere?
La prevenzione del colpo di calore è piuttosto semplice. Bisogna proteggersi dal caldo! Quando fa molto caldo e si deve rimanere all’aperto (ad esempio se si va a una festa), bisogna prevedere di indossare abiti leggeri e ampi, preferibilmente di colore chiaro poiché il bianco respinge i raggi del sole, e un cappello a tesa larga, consigliano gli esperti. Bisogna anche cercare di stare in un luogo ombreggiato e ventilato, o addirittura andare in un luogo climatizzato o utilizzare, se necessario, un ventilatore tascabile, il che permette di sopportare meglio il caldo.
La prevenzione del colpo di calore passa anche attraverso un’idratazione molto importante. Più fa caldo e più bisogna bere una grande quantità di acqua, ovvero 2 litri, spesso e a piccoli sorsi. I medici specificano che bisognerebbe bere un litro di acqua supplementare ogni 10 gradi oltre i 30°C.
Se ci sono 40°C, bisogna quindi bere 3 litri d’acqua! Conviene anche non fare sport quando fa molto caldo, anche se si è in ottima forma.



