Sanihelp.it – Negli ultimi anni si è assistito in Italia non solo ad un progressivo aumento delle temperature medie nei mesi estivi, ma anche ad un allungamento del periodo caldo, al quale si affianca il fenomeno delle cosiddette ondate di calore, con le colonnine che superano abbondantemente i 40 gradi in numerose città: a dirlo è la Sima (Società Italiana Medicina ambientale).
I termometri in diverse aree della Penisola iniziano a superare i 30° C già nel mese di maggio, con temperature che restano sopra tali livelli fino a settembre inoltrato. Ecco perchè stime alla mano, circa il 60% delle case italiane dispone di sistemi di condizionamento dell’aria: il numero di famiglie che hanno almeno un condizionatore è raddoppiato rispetto al 2013.
A rivelarlo è sempre la Società Italiana di medicina ambientale che redarguisce anche sull’impatto di tale cambiamento sulla salute umana negli ambienti domestici. Il rischio, tuttavia, è quello di un peggioramento della qualità dell’aria indoor con conseguenti effetti negativi per la salute umana, in caso di non corretta areazione dei locali. A confermarlo è uno studio preliminare sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) realizzato proprio dalla Società Italiana di Medicina Ambientale in collaborazione con Velux Italia presentato il 17 giugno al Senato nel corso della conferenza Oltre l’efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare.
I Voc rappresentano una delle principali categorie di inquinanti dell’aria indoor e sono associati a diversi effetti sulla salute, tra le quali irritazioni delle vie respiratorie, cefalea, affaticamento e, in caso di esposizione prolungata, rischi più rilevanti per l’apparato respiratorio e cardiovascolare. Lo studio, condotto in ambiente reale – in particolare in un bagno, considerato tra gli ambienti domestici più esposti all’accumulo di inquinanti – ha evidenziato come nel caso di ambiente chiuso senza aerazione, la concentrazione di composti organici volatili è rimasta significativamente elevata per molte ore, tornando ai valori di base solo dopo circa 15 ore. Con una ventilazione meccanica il tempo si riduce a circa 3 ore, mentre con ventilazione naturale si registra il rientro ai valori iniziali in meno di 40 minuti.
«I risultati preliminari della nostra ricerca, condotta dal Prof. Enrico Greco della University of South Florida, confermano quanto la qualità degli ambienti interni rappresenti una priorità per la salute pubblica. La ventilazione naturale è uno strumento di prevenzione semplice ma essenziale per ridurre l’esposizione quotidiana agli inquinanti indoor» ha dichiarato Alessandro Miani, Presidente Sima.
In tale contesto non si può nemmeno dimenticare la direttiva Case Green che impone agli Stati membri, Italia compresa, di migliorare la prestazione energetica degli edifici tenendo conto non solo dell’involucro e degli impianti, ma anche delle condizioni climatiche locali, della qualità degli ambienti interni, del rischio di surriscaldamento, del raffrescamento passivo e della protezione solare. Secondo Sima esiste, purtroppo il rischio che l’Italia affronti questa fase continuando a privilegiare una cultura energetica prevalentemente invernale, centrata su cappotti, isolamento e riduzione delle dispersioni termiche, senza riconoscere con pari forza il peso crescente del caldo estivo. é fondamentale ridurre il fabbisogno energetico cercando di prevenire il surriscaldamento, contenere la domanda di raffrescamento, limitare i picchi elettrici estivi e migliorare la vivibilità degli ambienti interni. Ecco perchè secondo la Sima è indispensabile adottare in Italia il concetto di ombra salutogenica: non un’ombra intesa come buio o privazione della luce, ma come regolazione intelligente dell’esposizione solare. L’ombra salutogenica è quella che protegge senza isolare, filtra senza oscurare, riduce il calore senza rinunciare alla luce naturale, sostiene il comfort visivo e termico e contribuisce alla salute delle persone. «In un Paese come l’Italia, la vera efficienza energetica non può più essere pensata solo d’inverno – afferma Alessandro Miani, presidente Sima – Il cambiamento climatico sta modificando radicalmente il modo in cui abitiamo gli edifici. Se non integriamo seriamente raffrescamento passivo, protezione solare e qualità degli ambienti interni nelle politiche nazionali, rischiamo di costruire edifici formalmente efficienti ma sostanzialmente vulnerabili al caldo, con maggiori consumi elettrici, più climatizzazione e minore benessere per le persone».



