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Melanoma contagioso dei pesci d’acqua dolce

Sanihelp.it – Alcuni pesci d’acqua dolce possono essere colpiti da un tumore, una forma di melanoma, che non nasce dall’interno dell’organismo, ma che arriva dall’esterno e viene veicolata da un animale all’altro come un parassita. Questa è la sorprendente scoperta di un gruppo di ricercatori dell’University of Vermont, negli Stati Uniti, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.


Da tempo, in un lago al confine tra Stati Uniti e Canada, erano stati osservati esemplari di pesce gatto nebuloso con macchie nere sul corpo, alle quali inizialmente non si era dato peso. Si era infatti pensato che le inondazioni provocate dall’uragano Irene, nel 2011, potessero aver peggiorato la qualità delle acque, causando tumori dovuti all’inquinamento.

Le analisi hanno poi confermato che le lesioni erano dovute a un melanoma e le analisi genetiche in particolare hanno dimostrato che i tumori di diversi pesci risultavano strettamente imparentati, il che dimostra una trasmissione diretta delle cellule tumorali fra animali. Non è dato sapere in che modo avvenga il contagio, né da quanto tempo il tumore circoli nella specie. L’idea che un tumore possa essere trasmissibile può mettere in discussione alcune delle conoscenze da tempo consolidate sulla genesi delle neoplasie. Questo fenomeno non è nuovo, già in passato era stato osservato nei cani, nel diavolo della Tasmania (mammifero marsupiale detto anche diavolo orsino) e in alcuni molluschi. Per quanto riguarda i cani, in particolare, il tumore venereo trasmissibile (TVT), generalmente considerato un tumore benigno, è l’unico tumore trasmissibile per via sessuale e per lambimento. La trasmissione avviene prevalentemente per contatto diretto delle membrane mucose. Per questo motivo le mucose genitali di entrambi i sessi, particolarmente vulnerabili a traumi durante l’accoppiamento, sono predisposte alla formazione del tumore. Tuttavia qualunque mucosa extra-genitale può essere colpita; in questi casi la trasmissione avviene attraverso pratiche comuni nel comportamento canino, quali il leccarsi e l’annusare i genitali. Per questo motivo la mucosa nasale e buccale rappresentano altre comuni sedi di insorgenza.

Ora, però, il tumore trasmissibile per la prima volta è stato identificato anche nei pesci.

I ricercatori ci tengono a rassicurare che non esistono rischi per l’uomo, in quanto le cellule tumorali scoperte nei pesci non sono in grado né di sopravvivere né di trasmettersi a specie differenti.

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