Sanihelp.it – Marta Cai torna in libreria con Quasi una robinia, un romanzo che affronta il tema della perdita attraverso la figura di un albero, testimone silenzioso della malattia e della morte di un padre. Il libro segue l’autrice di Centomilioni, finalista alla 61esima edizione del Premio Campiello.
La perdita raccontata attraverso un albero
Il romanzo prende spunto da una domanda di fondo: se un albero, simbolo tradizionale della vita, possa diventare anche lo strumento per una riflessione sul lutto e per trovare le parole necessarie a parlare di chi non c’è più. La protagonista botanica del libro è la robinia, una pianta descritta come invasiva e allo stesso tempo pioniera, molto diffusa sul territorio ma non originaria dell’Italia, utilizzata dalle api per la produzione di miele, impiegata come pianta ornamentale e ormai addomesticata pur restando ricoperta di spine.
Nel testo la robinia viene presentata come una figura quasi filiale, portatrice di un nome che suona come un cognome: una pianta che richiama l’acacia e la mimosa senza coincidere del tutto con nessuna delle due, una presenza che non arriva mai a essere del tutto ciò che sembra.
La struttura del romanzo
La narrazione si sviluppa attraverso capitoli scanditi da azioni, che ne costituiscono anche il titolo. All’interno di questa struttura si alternano confessioni, ricordi, gesti rimasti sospesi e parole non dette, insieme a riflessioni sulla malattia e sulla comunità precaria che si forma tra le mura di un hospice. Il libro descrive questo percorso come la ricerca di un equilibrio, sempre parziale, tra lo spegnersi di una vita e la possibilità di germogliare di nuovo.
Un passaggio del romanzo restituisce il tono di questa riflessione: «Ogni volta che qualcuno muore, e muore sempre qualcuno, si spegne uno sguardo e un intero mondo corre a ingrassare il regno dell’invisibile».
Chi è Marta Cai
Marta Cai è nata a Canelli nel 1980. Ha esordito nel 2019 con la raccolta Enti di ragione (Edizioni SuiGeneris). Nel 2023 sono usciti il romanzo Centomilioni (Einaudi), finalista al Premio Campiello, il racconto Tipo psicanalisi (Tetra edizioni) e le cronache Brasilampi (hopefulmonster editore).



