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Tumori ginecologici: una sfida sanitaria di rilevanza globale

Sanihelp.itLa recente Giornata mondiale dell’oncologia ginecologica ha offerto a tutti un’ importante occasione per riflettere su quanto i tumori ginecologici rappresentino una sfida sanitaria di rilevanza globale: questi tumori interessano 3,5 milioni di donne nel mondo (Acto Italia – Alleanza contro il Tumore Ovarico) con un volume di 1,4 milioni di nuovi casi all’anno (OMS).


Le proiezioni epidemiologiche indicano che il numero è destinato a superare 2 milioni ogni anno entro il 2050 (Global Cancer Observatory). In Italia la malattia colpisce 230mila donne, con circa 18mila nuove diagnosi all’anno (Acto Italia – Alleanza contro il Tumore Ovarico).

«I tumori ginecologici comprendono una complessa famiglia di neoplasie che include il tumore ovarico, quello uterino/endometriale, della cervice uterina, della vagina e della vulva, oltre ad altre forme rare – afferma Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno-. La gestione richiede un approccio diversificato a causa della profonda eterogeneità biologica e clinica che caratterizza i diversi organi dell’apparato genitale femminile».

Tumore dell’Ovaio: tra i più aggressivi

I sintomi possono includere gonfiore persistente, nausea, sazietà precoce, fastidio pelvico, disturbi urinari, stipsi, stanchezza e dolore durante i rapporti. «L’origine non è ancora nota – chiarisce Grassi – ma età, familiarità, alcune mutazioni genetiche, terapia ormonale sostitutiva, sovrappeso e assenza di figli possono aumentare il rischio». In Italia si registrano 5.423 nuovi casi, con una sopravvivenza netta a cinque anni del 43%. I trattamenti più comuni sono chirurgia e chemioterapia.

Tumore dell’utero (corpo) – Endometrio: tra i più frequenti

Tra le neoplasie ginecologiche è l’unica con incidenza e mortalità in aumento. In Italia sono stati stimati 8.652 nuovi casi nel 2024, pari al 5,5% di tutti i tumori femminili; la sopravvivenza netta a 5 anni è del 79% e sono 133.300 le donne che vivono dopo una diagnosi. «Il principale sintomo è il sanguinamento uterino anomalo e, grazie alla sua precocità, circa l’80% dei tumori viene diagnosticato quando la lesione è ancora confinata all’utero – sottolinea il dottor Grassi – tra i principali fattori di rischio nulliparità, menopausa tardiva, obesità, diabete e ipertensione. Il trattamento è chirurgico quando è possibile asportare completamente la malattia. In base ai fattori di rischio e allo stadio, possono essere indicati ulteriori trattamenti».


Tumore della cervice uterina: causa principale HPV

L’infezione viene trasmessa per via sessuale. La prevenzione si basa sulla vaccinazione anti-HPV e sullo screening con Pap-test e HPV test. La diagnosi precoce consente di intervenire sulle lesioni precancerose e di trattare i tumori iniziali con la chirurgia. Per le forme localmente estese si ricorre alla radioterapia associata alla chemioterapia. Nella malattia metastatica o in caso di recidiva sono disponibili trattamenti farmacologici, comprese le immunoterapie. In Italia 2.382 nuove diagnosi, con una sopravvivenza netta a cinque anni del 68%.

Tumore della Vagina: il meno frequente

Oltre il 70% dei casi non nasce nella vagina, ma deriva dall’estensione o dalla diffusione di altri tumori. L’HPV è coinvolto in oltre la metà dei casi e tra i principali fattori di rischio ci sono fumo, attività sessuale precoce, partner multipli e precedenti tumori anogenitali. Il sintomo più frequente è il sanguinamento vaginale, soprattutto dopo i rapporti o la menopausa. La diagnosi viene confermata con una biopsia; il trattamento dipende dallo stadio e può prevedere chirurgia o radioterapia.

Tumore della Vulva: rara neoplasia dei genitali esterni

Rappresenta circa il 5% dei tumori maligni dell’apparato genitale femminile. Il sintomo più comune è il prurito vulvare cronico, spesso accompagnato da una lesione visibile. Può essere legato all’HPV o insorgere indipendentemente dal virus, soprattutto nelle donne anziane. La diagnosi richiede una biopsia e nelle fasi iniziali il trattamento è principalmente chirurgico. La sopravvivenza a 5 anni supera l’80% nelle forme localizzate.

«La conoscenza delle caratteristiche delle singole neoplasie è oggi un elemento essenziale della pratica oncologica ginecologica. La prevenzione, dove disponibile, la tempestività diagnostica e la corretta informazione restano strumenti fondamentali per migliorare la prognosi delle pazienti», conclude il dottor Marco Grassi.

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