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Anemia nel cane e nel gatto: cause, sintomi, terapia

Sanihelp.it – Le cause dell’anemia nel cane e nel gatto possono essere diverse, più o meno gravi. Raramente può esserci un’anomalia genetica che predispone all’anemia, più frequentemente sono presenti malattie infiammatorie croniche, insufficienza renale cronica o tumori, perdite di sangue continuative dovute a problemi gastrointestinali o cistite emorragica, infezioni da parassiti come le zecche, ingestione di sostanze tossiche, come il paracetamolo (tanto usato in medicina umana) nei gatti, in cui provoca distruzione dei globuli rossi (eritrociti). In alcuni casi è lo stesso sistema immunitario che distrugge queste cellule del sangue, a volte senza una causa nota (anemia primitiva o idiopatica), altre volte secondaria a tumori o infezioni; in questi casi si parla di anemia emolitica immunomediata. I sintomi dell’anemia sono: pallore delle mucose (gengive, interno delle palpebre), che appaiono biancastre o pallide, debolezza, letargia, affaticamento e ridotta tolleranza all’esercizio fisico, dimagrimento, dispnea (respiro affannoso), ittero (colorazione giallastra della pelle e delle mucose), soprattutto nei casi più gravi di distruzione dei globuli rossi (emolisi), perdite di sangue dal naso, nelle feci, nelle urine o nel vomito, colore marrone delle urine. Se si notano questi sintomi si dovrà consultare un veterinario, che effettuerà gli esami clinici necessari per arrivare a una diagnosi e quindi a una terapia appropriata.  La terapia è mirata alla causa e può includere trattamenti per le malattie sottostanti (per esempio farmaci antiparassitari, antibiotici, chemioterapia), immunosoppressori e corticosteroidi per l’anemia emolitica immunomediata. La somministrazione di cortisone di solito dà luogo a un miglioramento già nel giro di qualche giorno. Possono essere utili farmaci di supporto come antinfiammatori e antidolorifici per alleviare i sintomi. Nei casi più gravi si può ricorrere a una trasfusione di sangue. Spesso queste terapie sono a vita anche se, nel caso in cui ai controlli si evidenziasse un miglioramento stabile, si possono abbassare i dosaggi e rivalutarli di volta in volta. Se però dovesse esserci la compromissione di organi importanti, la prognosi può essere infausta.


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