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Peli superflui, si o no?

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Sanihelp.it – Più di 60mila post dedicati, profili social sul tema e illustri sostenitrici oltreoceano. Il #BodyHairPositivity sembra a tutti gli effetti una diretta espansione del più ampio movimento del Body Positivity e reclama la libertà di scelta circa cosa fare (e non fare) del proprio corpo, spazzando via rasoio, ceretta e vecchi dogmi estetici.

Ma cosa ne pensano gli italiani? Sono pronti a mostrare e normalizzare ascelle e gambe non depilate? Per rispondere a queste domande, MioDottore, piattaforma leader nella prenotazione online di visite mediche, ha indagato le abitudini dei connazionali in fatto di depilazione e il loro atteggiamento verso il fenomeno che dice sì ai peli. Per commentare le evidenze emerse in chiave psico-sociale, la piattaforma ha coinvolto una delle sue psicologhe, la dottoressa Monica Vimercati, mentre, per chi preferisce un corpo liscio, la dermatologa Athanasia Tourlaki di MioDottore offre consigli circa le accortezze da usare in fase di depilazione.

In base alle evidenze emerse dall’indagine di MioDottore, gli italiani sono unanimi quando si parla di peli superflui: circa il 90% si depila abitualmente e non è una prassi prettamente femminile, poco meno della metà degli uomini dello Stivale (43%) si preferisce glabro. Dalla testa ai piedi, nessuna parte del corpo sfugge alla depilazione: ascelle (77%), gambe (76%), parti intime (56%) e baffetti (56%) sono le zone più trattate, cui si aggiungono schiena (31%), quando si parla di rasatura maschile, e sopracciglia (59%), nel caso delle connazionali femmine.

Così, alcuni spinti dalla volontà di sentirsi più curati (63%) e attraenti (38%), altri dalla vergogna nel mostrare i peli superflui (40%), gli italiani si armano di lamette e strisce depilatorie. Infatti, nel Bel Paese ci si depila in casa con le tecniche tradizionali, come rasoio e ceretta, soluzioni scelte rispettivamente dal 70% e 62% degli intervistati.

Ma quali accortezze seguire nella lotta ai peli »fai da te»? Secondo la dottoressa Tourlaki, dermatologa di MioDottore la regola d’oro è l’igiene. «Il rasoio se usato più volte, potrebbe causare e trasmettere in diverse aree del corpo delle infezioni batteriche del follicolo pilifero, anche chiamate follicoliti batteriche. Di conseguenza, questi strumenti andrebbero disinfettati dopo ogni uso e frequentemente sostituiti con dei nuovi per evitare sovrainfezioni, purtroppo piuttosto comuni durante il periodo estivo» commenta la dermatologa. Inoltre, occorre prestare particolarmente attenzione ai diversi tipi di pelle, come suggerisce l’esperta.

«Le persone con una pelle delicata dovrebbero evitare l’uso di metodi epilatori a base di sostanze chimiche aggressive, optando per le creme depilatorie specifiche o per i dispositivi di epilazione laser e a luce pulsata. Chi ha la pelle secca, invece, potrebbe trovare un valido alleato nei metodi epilatori come la cera e le strisce, capaci di rimuovere le cellule morte, rendendo la pelle più liscia e meno squamosa» continua la dermatologa.

Se verso la propria peluria si è intransigenti e si ricorre ai metodi casalinghi per sbarazzarsene, si guarda con maggiore tolleranza al corpo altrui. O quasi, secondo i dati di MioDottore questa è una peculiarità del sesso femminile. Infatti, per 7 italiane su 10 l’uomo villoso non crea alcun disturbo e solo il 5% non trova attraente che il suo »lui» non sia depilato. Non solo, di fronte a un corpo femminile non completamente liscio, sono proprio le donne stesse quelle più bendisposte (52%).

Di contro, ben diversi sono i gusti dell’altro sesso: l’85% degli uomini italiani si dichiara a favore della depilazione femminile, soprattutto per quanto riguarda la zona baffetti (50%) e le gambe (42%). Una possibile spiegazione di questa discrepanza, secondo la psicologa Monica Vimercati di MioDottore, è da rintracciare nelle associazioni mentali, poiché «i peli tradizionalmente rappresentano la virilità, la forza e la sessualità maschile, quindi, associarli al corpo di una donna accosta delle caratteristiche incongruenti in termini cognitivi con il modello femminile».

A ribaltare gli standard tradizionali, però, è la Generazione Z. Dalla ricerca di MioDottore, i più giovani si fanno portavoce dell’accettazione del corpo femminile non depilato: per gli under 25 è normale (33%) e sinonimo di libertà (33%) che una donna scelga di dire basta a cerette e rasoi. Come commenta la psicologa: «il Body Hair Positivity Movement si è sviluppato nel mondo social, dove gli utenti hanno maggior possibilità di condividere direttamente la propria esperienza. Sdoganare la condivisione di corpi femminili non depilati è un tentativo di andare oltre pregiudizi e tabù, rendendo il corpo stesso più autentico, #nofiltered e libero da quei doveri e aspettative imposti dalla società».

«Questo fenomeno è un tentativo di affiancare alle immagini senza imperfezioni delle campagne pubblicitarie dei corpi reali, ricchi delle proprie naturali caratteristiche uniche; è una volontà di superare i pregiudizi imposti dalla società e restituire alle donne il libero arbitrio, come a dire: puoi scegliere se depilarti oppure no, i peli sono naturali» conclude la psicologa.

 

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