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Stretching per le gambe: come e perché si fa?

Sport e fitness

Sanihelp.it – Stretching significa allungamento muscolare, in quanto favorisce l’estensibilità dei muscoli, sia delle fibre motorie, sia delle guaine di tessuto connettivo. 


In particolare, lo stretching per le gambe ha azione di prevenzione nei confronti di alcuni infortuni e curativa sui crampi muscolari. Costituisce quindi un ottimo rimedio per le contrazioni muscolari involontarie, insieme ad altri fattori quali l’integrazione di sali minerali come magnesio e potassio, una preparazione atletica adeguata e l’irrinunciabile riscaldamento muscolare. Un insieme che offre anche una prevenzione degli infortuni. Gli esercizi da fare sono moltissimi, vediamone qualcuno.
Stretching dei muscoli posteriori della coscia da seduti: seduti sul pavimento o su una sedia, con le gambe distese, mantenendo una postura dritta. Quando si sente l'allungamento nei muscoli posteriori della coscia mantenere la posizione per circa 20 secondi, respirando a fondo e con calma.
Stretching dei muscoli posteriori della coscia da sdraiati, con il sostegno di una parete: l’esercizio si fa da sdraiati a terra su un materassino, appoggiando le gambe tese a una parete. Bacino e natiche si tengono sul pavimento, la colonna vertebrale deve essere dritta. Mantenere la posizione per qualche secondo, rilassarsi e ripetere, respirando lentamente e profondamente. Questo consente anche di distendersi e costituisce un aiuto contro la stanchezza.

Lo stretching statico, cioè compiere un movimento di allungamento e mantenerlo dai 10 ai 30 secondi, invece, dà modo di migliorare la flessibilità. Un esempio:

piegamenti in avanti, un esercizio che allunga i polpacci, i muscoli posteriori della coscia, i glutei e la colonna vertebrale. Si parte dalla posizione eretta con i piedi uniti, ci si piega in avanti portando la testa sulle ginocchia e le mani verso il suolo. Allungare le gambe il più possibile e, se necessario, piegare lentamente le ginocchia per consentire alle mani di toccare il suolo.

Lo stretching dinamico e quello statico sono due discipline affini, ma diverse tra loro, studiate per allenare i muscoli in modo differente, specifiche per due momenti diversi nell’allenamento dello sportivo.

Lo stretching dinamico mira al riscaldamento muscolare, a migliorare la mobilità delle articolazioni e ad incrementare progressivamente la flessibilità, caratteristiche che lo rendono adatto al riscaldamento prima della corsa, per preparare i muscoli allo sforzo.

Lo stretching statico è specifico per l’allungamento dei muscoli, si basa sul raggiungimento di una posizione consona a stimolare la flessibilità dei legamenti e gradualmente allungare e distendere il muscolo. Essendo mirato al rilassamento e al progressivo coinvolgimento di tutte le articolazioni, è consigliato praticare lo stretching statico dopo la corsa.

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