HomeMamma e bambinoMatrescenza: cosa succede davvero a una donna quando diventa madre

Matrescenza: cosa succede davvero a una donna quando diventa madre

Sanihelp.it – Quando nasce un bambino, tutta l’attenzione si concentra su di lui. I manuali spiegano come gestire il cordone ombelicale, come interpretare i pianti, come sopravvivere alle notti senza sonno. Ma della donna che lo ha messo al mondo si parla molto meno. Della persona che era prima, di quella che sta diventando, del terremoto silenzioso che attraversa il suo corpo e la sua identità, quasi nessuno si occupa davvero.


È proprio questo il territorio che Nina Gigante, giornalista e integrative health coach, prova a mappare nel suo nuovo libro Supernova – Quando nasce una madre: le trasformazioni di cui nessuno ti ha mai parlato, per Aboca Edizioni (240 pagine, € 22,00).

Una parola che mancava: matrescenza

Al centro del libro c’è un concetto ancora poco conosciuto in Italia ma già ampiamente studiato a livello internazionale: la matrescenza. Il termine descrive il processo di trasformazione profonda che accompagna il diventare madre, un passaggio paragonabile per intensità e portata all’adolescenza. Non si tratta solo di cambiamenti ormonali o fisici, ma di una riorganizzazione complessiva dell’identità, delle relazioni, delle priorità e persino della struttura cerebrale.

La matrescenza non inizia con il parto e non si esaurisce nelle prime settimane. È un processo lungo, spesso turbolento, che la cultura dominante tende a ignorare o a liquidare con formule rassicuranti. Gigante lo descrive come un evento cosmico, prendendo in prestito la metafora astrofisica che dà il titolo al libro: una supernova è un’esplosione stellare che distrugge e genera allo stesso tempo, dando vita a un universo nuovo.

Il cervello materno non si spegne, si riorganizza

Uno degli aspetti più interessanti affrontati nel libro riguarda le neuroscienze della maternità. Espressioni come baby brain o cervello da mamma suggeriscono un impoverimento cognitivo legato alla gravidanza e ai primi mesi di vita del bambino. La ricerca scientifica racconta una storia diversa: il cervello della madre attraversa un processo di riorganizzazione che lo specializza per la cura e la relazione. Non si tratta di un deficit, ma di un adattamento.


Gigante raccoglie e restituisce in modo accessibile gli studi che documentano queste trasformazioni neurobiologiche, intrecciandoli con dati antropologici e psicologici. Il risultato è un quadro in cui la maternità smette di essere un istinto naturale che scatta automaticamente e diventa un apprendimento, una relazione che si costruisce nel tempo.

Ambivalenza, rabbia e il mito della madre perfetta

Il libro affronta senza reticenze le emozioni che la narrazione tradizionale della maternità tende a nascondere. L’ambivalenza verso il proprio figlio, la rabbia, la fatica fisica e mentale, il senso di perdita della propria identità precedente, fino al pentimento materno, un tema ancora circondato da un forte tabù sociale.

Non sentirsi subito madre, non provare un amore travolgente e immediato, attraversare momenti di dubbio profondo: niente di tutto questo, secondo Gigante, rende una donna una madre sbagliata. Al contrario, riconoscere e dare nome a queste esperienze è il primo passo per vivere la maternità in modo più consapevole e meno solitario.

Il carico mentale e la solitudine delle madri

Un altro filo conduttore del libro è la dimensione sociale e politica della maternità. La cura di un bambino non è mai stata, nella storia dell’umanità, un compito individuale. Le società tradizionali prevedevano reti di supporto ampie e strutturate attorno alla madre e al neonato. La società contemporanea, al contrario, si aspetta che le donne tornino rapidamente operative, performanti, autonome.

Il carico mentale, la gestione invisibile della vita domestica e familiare, la solitudine del post partum sono questioni che Gigante colloca al centro di un discorso che è insieme personale e collettivo. La maternità, sostiene, non può restare un fatto privato: è una questione politica e sociale che riguarda tutti.

A chi si rivolge questo libro

Supernova non è un manuale su come crescere un figlio. Non contiene consigli pratici sull’allattamento o sul sonno del neonato. È piuttosto un libro che offre un linguaggio e una cornice per comprendere un’esperienza che molte donne vivono senza riuscire a descriverla, spesso sentendosi inadeguate proprio perché nessuno le ha preparate alla portata reale della trasformazione.

Si rivolge alle donne che stanno attraversando la maternità e si sentono fuori fuoco, a chi la sta considerando e vuole capire cosa comporta davvero, ma anche a partner, familiari e professionisti della salute che vogliono comprendere meglio cosa accade quando nasce una madre.

Nina Gigante scrive di salute e benessere per diverse testate italiane e internazionali. Per Donna Moderna cura la rubrica Namasté, dedicata al benessere olistico corpo-mente. La sua newsletter settimanale Terracielo, pubblicata su Substack, approfondisce temi di benessere integrato tra tradizioni orientali e ricerca scientifica contemporanea.

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