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Acqua: la più diffusa è la oligominerale

Sanihelp.it – Le acque minerali naturali provengono per lo più da acque meteoriche che filtrano attraverso vari strati permeabili o semipermeabili del terreno, fino a costituire una falda acquifera.
Con questo processo le acque si depurano delle scorie acquisite durante il ciclo atmosfera-suolo e, in relazione alle condizioni di pressione e temperatura locali e alla solubilità delle rocce con cui vengono a contatto, si arricchiscono di sostanze minerali e gassose del terreno.
Capiamo dunque che le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua riflettono in gran parte il paesaggio litogeologico che attraversano durante il loro ciclo idrogeologico.


Avremo, quindi, acque prevalentemente ricche di un elemento minerale o di un altro a seconda della tipologia della roccia dominante nel bacino imbrifero di pertinenza, della solubilità delle componenti mineralogiche e del tempo di contatto tra acque di circolazione sotterranea e substrato poroso.

Diversamente dalle acque potabili, per le quali il contenuto complessivo di sali minerali (definito dal parametro residuo fisso: quantità totale di sali contenuta in un l d’acqua dopo evaporazione a 180 °C) deve essere compreso entro un intervallo definito di valori, non esiste per quelle minerali un limite superiore o inferiore per il contenuto dei sali disciolti

Il residuo fisso è un criterio di classificazione che ci permette di distinguere le acque in:

Minimamente mineralizzate: acque con un contenuto totale di sali inferiore/uguale a 50 mg/l. A questa categoria appartengono acque che coprono appena il 9% del mercato italiano.

Oligominerali: acque con un contenuto salino compreso tra 50 e 500 mg/l che coprono il 55% circa delle acque minerali commercializzate;

Medio minerali: acque il cui contenuto salino è compreso tra 500 e 1.500 mg/l e la cui quota di mercato attuale è del 25%


Ricche di sali minerali: acque in cui il contenuto totale di sali è superiore a 1.500 mg/l; si tratta di acque il cui consumo andrebbe subordinato al parere del medico per evitare la comparsa di effetti indesiderati quali, ad esempio, un’azione lassativa.

Un altro fattore di distinzione è quello del minerale prevalente, si parla infatti di acque bicarbonate solfate, calciche o sodiche. Conoscere le caratteristiche di entrambi i fattori aiuta a scegliere l’acqua che fa per noi.

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FonteISS

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