Sanihelp.it –
Il cromosoma sessuale femminile X oggi ha meno segreti, e il merito è di un maxistudio che ha coinvolto molti centri di ricerca e oltre 250 esperti in genomica, coordinati dal Wellcome Trust Ranger Institute di Hinxton, in Gran Bretagna.
Anche il Cnr di Napoli ha partecipato alla ricerca, e molte scoperte si devono a due suoi studiosi, Alfredo Ciccodicola e Michele d’Urso, che insieme ad altri esperti sono riusciti a leggere all’interno del cromosoma X, identificando 1089 geni e evidenziando il modo in cui 300 di essi siano coinvolti in molte malattie complesse.
Questo apre grandi speranze per lo studio di malattie genetiche come ritardi mentali, distrofia di Duchenne e il daltonismo.
Il cromosoma X, infatti, pur contenendo solo il 4% di tutti i geni umani è responsabile di almeno il 10% delle malattie ereditarie.
La ricerca ha fatto luce anche su inaspettati comportamenti del cromosoma X nella donna, portando gli studiosi a parlare di non uno ma due distinti genomi umani, quello maschile e quello femminile.



