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La classificazione delle acque minerali

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Sanihelp.it – La legislazione italiana prevede una classificazione particolare per le acque imbottigliate che in parte differisce da quella utilizzata per le acque in uso negli stabilimenti termali.

Classificare un’acqua minerale (in uso negli stabilimenti termali) consente al medico di ottenere indicazioni di massima, anche se incomplete, sulle proprietà terapeutiche legate o alle caratteristiche chimiche e chimico-fisiche o alla composizione in mineralizzatori, gas e oligoelementi.

Oltre all’origine geologica, le classificazioni includono indagini sui caratteri generali, analisi chimiche e chimico-fisiche.

Criteri identificativi delle acque minerali
(Italia – Commissione delle acque minerali, 1933)
Caratteri generali:
• colore
• odore
• sapore
• limpidità
• colloidi

Analisi chimico-fisiche:
• temperatura (le acque vengono classificate in: fredde, temperatura al di sotto dei 20°C; ipotermali, temperatura tra i 20°C e i 30°C; omeotermali, tra i 30°C e i 40°C; ipertermali, oltre i 40°C)
• densità
• indice di rifrazione
• abbassamento crioscopico
• pressione osmotica
• conducibilità elettrica
• pH
radioattività

Analisi chimiche:
• residuo fisso a 100°C, a 180°C, al rosso scuro (Esprime la quantità totale dei soluti presenti in acqua, in prevalenza sostanze inorganiche. In base al residuo fisso le acque utilizzate in stazione termale si distinguono in: oligominerali, con R.F. < ai 200 mg/l; mediominerali, con R.F. 200-1000 mg/l; minerali, con R.F. > ai 1000 mg/l)
• ammoniaca, nitriti, nitrati
• ossigeno
• idrogeno solforato-grado solfidrometrico
• durezza
• alcalinità
• arsenico
• ozono
• azione catalitica
• reazione al cloridrato di benzidina
• gas disciolti

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