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Compost fatto in casa

Terra

Sanihelp.it – Si chiama compostaggio la tecnica che permette di produrre compost, cioè fertilizzante, da rifiuti organici. Sfruttato a livello industriale, il compostaggio può essere fatto anche a casa in modo semplice e poco dispendioso.

Serve qualche chilo di scarti organici di vario tipo, meglio se sminuzzati, puntando soprattutto a scorie vegetali, sia secche (foglie, paglia, pezzi di legno), sia umide (erba, scarti di frutta e verdura).
Altro ingrediente fondamentale è la compostiera, un contenitore dove accumulare gli scarti: si trova già pronta nei negozi di fai da te e deve avere il fondo forato, per permettere l’entrata dei microrganismi. Va posizionata all’ombra d’estate e al sole d’inverno.

Il compost si ottiene accatastando gli scarti organici e lasciandoli decomporre. Per ottenere un buon fertilizzante, è bene alternare uno strato secco e uno strato umido per apportare sia materiale facile da degradare, che dà energia ai microrganismi, sia scarti organici più ricchi di fibra (come la cellulosa), necessarie per ottenere il compost vero e proprio. Il primo strato, sul fondo, dovrebbe essere costituito da fascine di legna o comunque materiale secco, che faciliti l’aerazione.

E’ importante, inoltre, bagnare regolarmente il materiale, durante il periodo estivo, per favorire il mantenimento, all’interno della compostiera, di un ambiente umido, ideale per i microrganismi che decomporranno gli scarti. Occorre, inoltre, rivoltare ogni tanto le scorie, per facilitare il ricambio d’aria e evitare cattivi odori. Generalmente, dopo circa 5-6 mesi di maturazione, ecco il compost: appare come un terriccio scuro e fine, pronto per fertilizzare.

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