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Febbraio, le malattie respiratorie restano in agguato

Salute invernale

Sanihelp.it – Le temperature non sono più così rigide. Eppure continuano a circolare diversi virus: sono quelli dell'influenza, del Covid-19 e del RSV. Alcuni attaccano prevalentemente le vie aeree, ma in circolazione ci sono anche quelli ad esordio gastrointestinale. Non esiste solo il Coronavirus con le sue numerose varianti, a complicare la trama di diagnosi e cure, ci sono anche l'influenza australiana e il virus respiratorio sinciziale.


La pandemia ha portato l’attuale scenario: per due anni ci siamo "solo" dovuti confrontare con il Covid-19 e questo ha presumibilmente diminuito la nostra immunità a queste altre famiglie di virus. Molti bambini nati durante la pandemia, inoltre, non hanno nemmeno avuto alcuna immunità, specie se non sono stati vaccinati. La conseguenza è che un numero maggiore di persone risulta vulnerabile ai comuni virus invernali, soprattutto ora che non vige più l'obbligo delle mascherine e che gli spostamenti sono permessi pressoché ovunque nel mondo.

Si stima che circa l’80% dei processi infettivi delle vie respiratorie riconosca una eziologia virale (rinovirus, virus parainfluenzali tipo 1-4, virus influenzali tipo A-B) sia nell’adulto che nel bambino. «Le patologie più comuni» spiega il professor Adrea Nacci, Specialista in Otorinolaringoiatria. Dirigente Medico. U.O. Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria Universitaria, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, docente presso l'Università di Pisa e Referente scientifico Schwabe «sono rappresentate da faringo-tonsilliti, laringiti, tracheiti, rinosinusiti, otiti medie e adenoiditi, queste ultime in età pediatrica».

Meno frequenti ma talora associate a complicanze con necessità di ospedalizzazione, ricordiamo la bronchite, la bronchiolite e la polmonite. In genere queste condizioni si associano a febbre, mal di gola, ostruzione e secrezione nasale, tosse, malessere generale ed in alcuni casi respiro affannoso o dispnea. Sia in età pediatrica sia nell’adulto tali patologie virali possono diventare ricorrenti, determinando una netta riduzione della qualità della vita. Nei bambini le infezioni acute ricorrenti possono verificarsi anche cinque, sei o più volte all’anno e talora associarsi a polmoniti che complicano ulteriormente i quadri clinici (Infezioni Respiratorie Ricorrenti – IRR). 

«La complicanza più comune delle patologie virali delle vie aeree che non vanno incontro a tempestiva guarigione è la sovrapposizione batterica. Le complicanze infettive più temibili ad etiologia batterica, sono rappresentate dall’otomastoidite (una complicanza di un'otite media acuta) dall’ascesso peritonsillare e dalle complicanze endocraniche della sinusite acuta» spiega l’esperto.

In caso di infezioni acute delle vie aeree quindi, essendo nella maggior parte dei casi di origine virale, non devono essere prescritti antibiotici. Anche nelle forme batteriche però, la maggior parte delle linee guida nazionali ed internazionali consiglia un periodo di attesa di 3-5 giorni prima della prescrizione di un antibiotico (naturalmente in funzione dell’organo interessato e delle condizioni generali del paziente), prescrizione che avverrà successivamente in caso di mancata guarigione o peggioramento dei sintomi.

Considerando che l’80% circa dei processi infettivi delle vie aeree superiori ed inferiori è di origine virale e che le complicanze più temibili derivano dalla sovrapposizione batterica, è chiaro come sia fondamentale prima che sopraggiunga la complicanza, utilizzare dei farmaci che abbiano una attività antivirale ma che non siano caratterizzati da effetti avversi potenzialmente gravi. D'altronde, alla luce dell’uso inappropriato degli antibiotici e dell’aumento del tasso di resistenza batterica, è determinante l’utilizzo di un rimedio alternativo ed efficace per questa tipologia di malattie, tra l’altro particolarmente frequenti.

«Dobbiamo però chiederci se esistono rimedi alternativi la cui efficacia sia provata dalla letteratura scientifica e dalle evidenze cliniche. Si inserisce in questo ambitoil farmaco vegetale ed in particolare il Pelargonium sidoides, estratto dalle radici del geranio africano ed utilizzato per secoli dagli abitanti dell’Africa come rimedio, tra l’altro, per le infezioni delle vie aeree superiori, per il comune raffreddore e per la tubercolosi» spiega il professor Nacci.

«Il Pelargonium sidoides, oltre ad avere un’attività secretomotoria, antibatterica e immunomodulante, si caratterizza per avere un’azione antivirale. Il Pelargonium agisce già nella fase precoce dell’infezione virale impedendo l'ancoraggio del virus alla superficie cellulare; inoltre, quando la cellula è ormai infettata, questo farmaco impedisce la fuoriuscita dei virioni replicati, e la conseguente diffusione dell'infezione» continua Nacci.

Infine, anche se la cellula è stata infettata dal virus, il Pelargonium agisce come immunomodulante, potenziando i sistemi di difesa cellulari e agendo quindi come citoprotettivo. La sua attività immunomodulante, antibatterica e meccanica (secretomotoria) inoltre, contribuisce a proteggere l’organismo dalle sovrapposizioni batteriche, riducendo quindi il rischio delle complicanze più gravi.  

  

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