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Tumori benigni: prolattinoma dell’ipofisi

Sanihelp.it – Il prolattinoma è un adenoma ipofisario benigno, cioè un tumore non canceroso, che produce un eccesso di prolattina, causando iperprolattinemia, infertilità, galattorrea (perdite di latte) e disfunzioni sessuali. La prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la produzione di latte materno dopo il parto e ha il compito di regolare il ciclo mestruale nella donna.


Il primo segno clinico di prolattinoma non è lo stesso tra uomo e donna, in quanto nelle donne in genere si manifesta precocemente con alterazioni mestruali (amenorrea, oligomenorrea) o galattorrea (secrezione di latte non legata all’allattamento), mentre negli uomini più comunemente si presentano diminuzione della libido, impotenza e infertilità, spesso con sintomi meno evidenti fino a quando il tumore non diventa più grande.  

La diagnosi di prolattinoma si basa sugli esami del sangue, da cui si riscontra una iperprolattinemia, cioè un dosaggio elevato dei livelli di prolattina, e di solito sulla risonanza magnetica dell’ipofisi per individuare il tumore.

Il prolattinoma colpisce più spesso le donne e viene curato di solito con farmaci agonisti della dopamina, come cabergolina e bromocriptina, il cui utilizzo ha progressivamente sostituito la chirurgia e la radioterapia nella gestione clinica di routine. La cabergolina viene utilizzata per trattare iperprolattinemia, adenomi ipofisari e per inibire la lattazione e costituisce il trattamento di scelta per abbassare i livelli di prolattina, ridurre le dimensioni del tumore e ripristinare la funzione delle gonadi, le ghiandole sessuali (i testicoli nell’uomo e le ovaie nella donna), nei pazienti con tumori che secernono prolattina, indipendentemente dalle dimensioni del tumore.

Anche la bromocriptina è un agonista dopaminergico, utilizzato principalmente per trattare l’iperprolattinemia, adenomi ipofisari, acromegalia e il morbo di Parkinson.

Se però il paziente si mostra resistente agli agonisti della dopamina o il prolattinoma è particolarmente aggressivo, può essere necessaria la chirurgiae/o la radioterapia, quest’ultima solo nei casi particolarmente difficili.

Se il trattamento è appropriato, di solito la prognosi è favorevole.


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