Sanihelp.it – Secondo uno studio pubblicato di recente sul Journal of Urology, bassi livelli di testosterone potrebbero aumentare il rischio di progressione verso stadi più avanzati nei pazienti con tumore alla prostata sottoposti a sorveglianza attiva. Quindi, contrariamente alla vecchia credenza che riteneva il testosterone cibo per il tumore, sembra invece che bassi livelli di testosterone possano associarsi a un maggiore rischio di cancro alla prostata più aggressivo. Pertanto, secondo questi studi, livelli bassi non proteggono, anzi, possono indicare un rischio aumentato, mentre la terapia sostitutiva spesso è sicura.
«La sorveglianza attiva è un’opzione sicura ed efficace per molti uomini con tumore alla prostata in fase iniziale. Tuttavia, identificare i pazienti che potrebbero avere maggiori probabilità di progressione della malattia rimane una sfida cruciale», afferma l’autore senior dello studio Justin R. Gregg, dell’MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas di Houston. «Comprendere in che modo i fattori ormonali influenzano la biologia del tumore alla prostata potrebbe aiutarci a perfezionare le strategie di sorveglianza. Considerata la crescente tendenza ad affidarsi alla sorveglianza attiva, l’integrazione dei livelli di testosterone nei modelli prognostici potrebbe migliorare la selezione dei pazienti e le strategie di monitoraggio», aggiunge il professor Gregg.
Le evidenze dello studio, tuttavia, non sono al momento sufficienti per giustificare modifiche della pratica clinica, come la somministrazione di testosterone o il monitoraggio di routine dei suoi livelli nei pazienti in sorveglianza attiva, servono per questo ulteriori ricerche.
Comunque, la concezione che il testosterone alto causi il cancro alla prostata è stata superata; l’ipotesi che il testosterone alimenti il cancro è stata smentita già da tempo. Quindi, avere un livello normale di testosterone è protettivo, mentre la sua carenza è associata a un profilo di rischio peggiore. È fondamentale (per tutti) effettuare visite urologiche con regolarità e controllare il valore di PSA (Antigene Prostatico Specifico).


