Sanihelp.it – Il sintomo principale di questa forma tumorale è la raucedine persistente per oltre 2-3 settimane, ma possono comparire anche difficoltà di deglutizione, respiro corto o rumoroso, nodo in gola. Il principale fattore di rischio è il fumo, e la situazione peggiora se vi è anche abuso di alcol.
Il cancro delle corde vocali origina dagli strati epiteliali che rivestono tali strutture, soggette a sollecitazioni meccaniche continue, e la sua aggressività è strettamente legata all’alterazione delle proprietà fisiche del tessuto. La pericolosità dipende dalla capacità delle cellule maligne di muoversi e invadere i tessuti circostanti, dando origine a metastasi. Un nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Ifom (Istituto di Oncologia Molecolare di Milano sostenuto da Fondazione AIRC) e dell’Università degli Studi di Milano e pubblicato sulla rivista Advanced Science, ha scoperto il programma molecolare che, nel cancro delle corde vocali, determina la transizione dei tessuti da uno stato solido e protettivo a uno fluido e invasivo, che favorisce la diffusione della malattia. In pratica, il tumore cambia consistenza e diventa più pericoloso.
Nei tessuti sani, le cellule sono organizzate in una struttura compatta che limita gli spostamenti. Questa condizione rappresenta una forma di difesa naturale, perché ostacola la diffusione delle cellule tumorali.
Nel carcinoma delle corde vocali, invece, questa barriera può venir meno: il tessuto passa da uno stato solido a uno stato più fluido, consentendo alle cellule di muoversi insieme invadendo i tessuti circostanti. È questo cambiamento fisico, prima ancora che genetico, a determinare l’aggressività.
Alla base della scoperta c’è il ruolo di alcuni fattori di crescita, chiamati EGF e AREG, normalmente prodotti dall’organismo in risposta a stimoli come le lesioni dei tessuti o la proliferazione cellulare, e spesso espressi in eccesso nei tumori.
La ricerca considera il tumore come un sistema capace di cambiare stato, come la materia. Capire come e quando avviene questa transizione permette di individuare nuovi punti deboli della malattia e di sviluppare strategie più mirate per contrastarla.



